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BLOGIO DELLA PAZZIA a rendere meno faticosa la lettura, di dividere il testo in brevi capitoletti. Nelle note sono stato assai sobrio, non sembrandomi il caso di riprodurre nè il vecchio comento del Listrio nè il nuovo del Kan, ottimo pel testo latino del quale viene chiarendo tutte le allusioni a scrittori classici, ma fuori luogo in una versione: dal Listrio e dal Kan ho attinto quel pochissimo che basta al fine di questa edizione italiana. Per le figure dello Holbein, che in Italia erano finora apparse solo nell’edizione Daelli, assai mediocremente incise in legno, mi sono valso delle ottime riproduzioni dell’edizione Kan, ottenute con mezzi fotomeccanici e direttamente prese dall’esemplare della edizione frobeniana del 1514, i cui l'anno 1515, ornò di disegni a penna e che ora è serbato nel Museo di Basilea, dove ‘anch’io ho avuto più volte occasione di vederlo (+). familiaria, pei primi quattro dei quali ‘ho riprodotto la traduzione. datane da Pietro Lauro nel 1549, per due quella di Ettore Toci, e per cinque una mia versione pubblicata or sono ventisette anni. Ho riconfrontato tutte le versioni ‘col testo latino, servendomi della ‘edizione dei Colloquia cum notis selectis variorum del 1729 (Delphis-Lugd. Bat., ‘ap. A. Beman et S. Luchtmans), e ho aggiunto anche qui poche note. E poichè con queste traduzioni fatte da vari e in vari tempi la raccoltina acquistava l’aspetto diun documento per la ‘storia della (1) Una nuova riproduzione di codesti disegni (come mi avverte il dottor Paul Ganz, direttore ‘del Museo «di Basilea) farà parte della grande edizione dei disegnidi Hans Holbein, che il Ganz stesso viene pubblicando presso l'editore Bard di Berlino, per incarico del Deutsche Verein für Kunstwissenschaft. į Ÿ 4 É