Salta al contenuto principale
mobile

Nainuwa

  • Cerca
  • Collezioni
Italianoit
  • Englishen
LoginRegistra
  • Anteprima del volume
  • Pagina
  • Testo
  • Metadati
Anteprima
inc_000010/0000

1487_007_I_007_new

  • Anteprima
  • PDF
  • Mostra i metadati
  • Mostra collegamento permanente
Autore
Alighieri, Dante
Pagine in totale
638
Collezione
INCUNABOLI
inc_000010/0026
  • Anteprima del volume
  • Pagina
  • Testo
  • Metadati
Pagina 27 [27]
  • Anteprima
  • Mostra collegamento permanente
  • JPG
  • TIFF
  • Precedente
  • Seguente
inc_000010/0026

OCR

/ »INFERNO< a vitio del continuo ci ftimola chon e6tinue paure o delle future pene etherne ordinate allaia del peccatore:o delle pene pre {enti delle quale le ciuili & morali legge ci minacciono.Ne ondeggiono ¢ ribollono tanto lenfiamate cauerne dethna odi mongibello quato la cofcientia del peccatore. FORTE:pche difficile e & quafi inexpugnabile lhabito gia contracto nel vitio. CHE NEL CVORE MI RINOVA LA PAVRA:Et certo chome non fanza uolupta & fommo appaga miento di confcientia ci ricordiamo delle chofè laudabilmente fa&e.Chofî per loppofito quando da uitii ci fiamo ridodti alla uirtu non fanza horrore & fommo pentimento ci ricordiamo della preterita uitiofa uita.Ilpche amoniua Platone gliamici chefi ricordaffeno che le uolupta & piaceri corporali erano momentanei & brieui:& nientealtro che pétiméto jafciauono dopo f& E TANTO AMARA che poco piu morte.MA PER TRA Ctare delbé chio uitrouai diro dellaltre choſe chio uho fcorte.E morte chome dicemo pochi auanti danımale X e morte dania Et morte danima anchora in due modi fi piglia Ouero fécondo e platonici quando lanimo entrado nel corpo fomerfo & ſoffocato da quello perrde qua fiogni fuo uigore.Oueraméte quando lanima‘fi {epera dal corpo & rimane morta nel peccato:& di quefta intede al pien e morta lanima non perche nonrefti imortale £ fempre durisma perche inetherno e collocata infima miferia Adumque diremo che la felua e amara per che tale e la uita uitiofa del Ihuomo anchora uiuente nel corpo.Ma per che ha redéptione & puo conuertirfi ad dio & operare cl bene feguita che fia piu amara la morte pocho difopra de&a pche e fuori dogni fpe riza MA PER TRA@are del ben chio ui trouai-Et certo nõ pocho bene cognofcere la obfcurita della felua cioe el uitio el quale dogni luce priua lanima:pche quello conoſciuto niene in tanta abhominatioe che con ogni induftria lo fuggiamo pientia prima ftultitia caruiffe E uirtu fuggire el nitio.Et cacciare da fe la ftultitia e pricipio di fapiétia. Alchuni dicono che if poeta uuole dimoftrare che anchora nello inferno fi troua bene perche ue lagiuftitia la quale e féima delle urtu morali. Ilche benche fia uero nientedimeno la pria fententia quadra meglio al texto.IO. NON SO BEN RIDIRE CHOMIO Ventraitantera pien di fonno:Dichiara quello che dicemo di fopra della felua & dello igreffo dellaio nel corpo & di poi di tutto quel tépo chela ragione e confopita & niente altro che il fenfo puo in noi.Non puo adiique dire Ihuomo chome o inche modo entra nella felua cioe chome lanio entra nel corpo onde contrahe molti witii perche in fu quel poto e pieno difonno cioe diviene fi inebriato dalla corporea mole che faddormenta in lui la ragione ne fi defta pria che nelmezo del camino.Et pero feguita.T ANTO Ero pien di fonno in fu quel punto : Cioe tito era confopito dalla ebrieta de fenfi laio che la ragione chofi adormentata lafcio ladirieta uia cioe la uia delle nirtulaquale n6 puo uedere chi camina nelle tenebre, E la uirtumorale chome ogni philofopho confeffa un mezo coftituto tra due extremi. Chome uerbi gratia e una uirtu cir cala diftributione:& lofpendere le pecunie noftre:laquale obferua una moderata mediocrita tral pocho el troppo:& e de éta liberalita.Et quefta ha due extremi:el defe&o de&o auaritia perche mancha & nõ arriua al mezo . Et lo exceffo deGa prodigalita laquale non firaffrena détro a termini della mediocrita:ma excede & trapaffa.Adique chome ilarga È fpa tiofa cipagna fe meni una linea fempre pel mezo c6uiene che quella fia dirita & tutte laltre pregadofiin alchuna parte fa ranno torte benche fuffino inumerabili:chofi fola la uirtu e diricta perche fempre procede chon eguale diftatia da glextre uare albuio la linea delmezo & continuare m quella fanza torcere. Chofi fanza ellume della ragione e ipoffibile nella ui ta humana trouare la mediocrita della uirtu& in quella perfeuerate fanza tranfcorrere i alchuno extremo doue fono cui tii.lIpche caminando al buio non fi troua la linca del mezo laquale e fola una o £e pure a cafo fi truova nò fi matiene.Ma dellaltre lequali fono molte e facile a trouare ſanza alcuno lume:& facile îchora a declinare duna i una altra ſempre errá do.llperche fapienteméte dixe Hefiodo greco poeta che el uitio fi poteua piglare tutto ifieme.Ma alla uirtu n6 uoleua idio che fi ueniffi fanza fudore.Et Archefila achademico philofopho diceua che la uia che guida allo inferno e facile pche uifi na cho glocchi chiufi.i.fanza lume di ragide:pero che ogni peccato procedc da ignorätia che nò e altro che privatide di ra gione.llpche Dauit parlado dellopere a&tioni del peccatore dixe Fient wie cor tenebre.Et certo le uie del peccatore fon tenebre:perchein quelle non difeerne lauerita.Credo haucre affai aptamente dimoftro.percheil poeta chiama la nia della uîrtu diri&a:& per cheil fonno la fa fmarire.IIpche procediamo avanti. MA POI Chio fui apie dun colle giunto la doue terminaua quella valle. Intendiamo prima fecondo il ſenſo hiſtorico che caminado p la {eluofa ualle trouo alloncontro un monte informa che era neceffario 0 torcere il camino uolendo fchifare la motata del colle:o falire el colle difiderido chel chamino fuffi diri&o.Non fi uiene alle virtu fe né perla falita del monte.Ilperche Bafilio dixe Afpera prio & pencin uia & fudoris continui & laborum plena eft uia que ad uirtutem ducit.Quamobrem nec auius vis eft propter arduitate illa capefcere:nec capefcenti facile ad cacumen cius afcendere.E adungue el monte la contemplatione:& nella fòmita eelfole ciocla fapientia.Et come Virgilio pone elramo doro chee la fapiétia i fu lalteza dellalberro circundato dalle ualli:chofi Danthe pone cl fole nella fommita delmonte.Virgilio pone le colombe perla contéplatione guida a Enea infino alramo doro perche uolano in alto & altroue dice Ergo alte uettiga oculis. Adunque pellalbero & per le colombe & p quefto uer fo dimoftra lalteza che Danthe dimoftra pel monte. Mentre che guardo nella ualle nö uide {enon tenebre peche nelle cofe terrene nonfi nede il fole.i.la fapientia.Ma uedefinel mote.inella cleuatide dellanimo alle chofe diuine . Onde Dauid ele uaùi oculos meos ad monté. Sotto quefto figmento intenderemo quel medefimo che per la lectera.y.da fe trouata expref fe Py agora famio philofopho:Ha queſta le&era nel pricipto una fola linea ifino che giunga al punto della forcha .Qui ui fidinidein due & luna ua diri&a in fila dextra laltra torce a finiftra.Il che configura tutta la uita humana:pche gfiuna fola uita e di tutti glhuominiinfino a glanni della difcretioe perche n6 eiputato nea perfeéta uirtunea intero uitio chofa che fi faccia nella prima cta douee fcufabileignorantia fanza uera eleétionc. Adung qui cl poeta p la ma della felua ite/ ‘ fela prima parte della gia de&a le&era.Dipoiel fine della ualletrouo che la uia ftata ifino a quivi una fi diuidea î due & lu na feguitaua a diri&ura p lerta del colle altra torcea a ſiniſtra apie della radice di quello.Giunto Adung; ad queſto biuio: chomeinſino aquiuiera ito nelle tenebre chofi allhora comincio a uedere el lume del fole cl quale gia pcoteua [e ſpalle del monte & ad quello uedutolo faddirizaua.Impero che giiiti che fiamo a glidni della difcretione chomincia a rilucereinoi ellume della ragione el Gle ci monftra el monte gia rifplendente & inuitact ad falirlo.II che fignifica chela ragione ci adiri za alla contemplatione & cognitione delle chofe diuine nelle quali conſiſte el noftro fomo bene. Creo idio a fia imagine & fimilitudine non il corpo noftro ma lanima.I1 perche cinnata in quella fomo & féraphico amore di congiungerci chon quello.Et per tale amore fi defta la ragione che infino a queſto tépo era tata ebbra & fon nolenta & innamorata merita efere iluftrata dalcherubico lume chol qualeuede & conofecidio quanto e capace fiia natura.Pofe adunque el monte p a ui

Structural

Custom

Image Metadata

Larghezza dell'immagine
2598 px
Altezza dell'immagine
3872 px
Resolutione dell imagine
300 px/inch
Dimensione del file originale
3.08 MB
Collegamento dell'JPG
inc_000010/0026.jpg
Collegamento dell'OCR
inc_000010/0026.ocr

Nainuwa

LoginRegistra

Accesso utente

CAPTCHA
Questa domanda è un test per verificare che tu sia un visitatore umano e per impedire inserimenti di spam automatici.
Ho dimenticato la mia password
  • Cerca
  • Collezioni
Italianoit
  • Englishen