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74 tutto il reto, così anco ne figli riescano dis: graziatilimi; per un tratto, a quel che par. mi, di provida, e benigna Natura, perchè non prenda piede e fi propaghi a lungo tra’ mortali quella pelte della saggezza. Così sappiamo ch’ebbe Cicerone un figlio (1) a lui niente ſimile, e che i figli di Socrate più la madre (2) che ’l padte somigliarono , come non affatto male fi esprefle un cotale scritto. re (3), che val dire, furon pazzi. Ma fi pafi pur sopra a quefto, e fia, o no il Savio trg publici incarichi come |’ afinus ad lyram (4): fattoftà ch'ei non è nulla più deſtro ed abile in tutto quel ch’ è commer zio, doveri, convenienze della società. Invitalo ad un pranzo quell’ eteroclito umore , eccovi turbata l'allegria de’ commensali con quel suo disguftoso tacere, e col mettervi in campo faftidiose queftioni, discorfi seccaginofi : ð in(1) Di nome anco Cicerone, ubriaco, pol. trone , faſtidioſo, in nulla fimile al padre, falvo nella facezia. Seneca. (2) Santippe, fe ben mi. ricordo, donna bisbetica, e litigiofa. Aul. Gell. (3) Seneca. _ (4) L afino in mezzo a fuoni. proverbio di chi ha le mani in cofa per cui non ha talenti .