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l'altra, dal pit al meno’, ‘ha certo sempré
discapiro più che vantaggio ? e parlo ‘di chi
refta; che quanto a’ morti nel letto della
gloria, sono efi già cogli Eroi del nono Se
colo (1), nè di loro quaggiù fi tien più con¬
‘to, che, fu tempo,’ de’ Megarefi (2) .-An¬
diam oltra: già a frontei due eserciti, e già
dato fiato alle trombe, che farà egli quivi, se
vi fi trovi , un Saccentone di quei: "che “con¬
sunti dagli ftudii, e dalla meditazione , trag¬
gon vita languida ed infermiccia per tanta per¬
dita di spiriti, per mancanza del neceffario
vital succo ? Ci voglion di que’ facchinacci ben
in polpa e tutti nerbo , in cui niente spirito è
manco filosofia, ma somma antimofità, ed
ardire: se pur non ti garbi più il partito del
celebre Demoftene divenuto soldato, che sot.
to la. scuola d’ Archiloco, a pena a vifta del
nemico, sbarazzatofi dello scudo , battè da uom
di garbo il taccone, colla gloria d’ aver salva:
to la pancia per i fichi ; tanto poltron solda¬
to, quanto valente Oratore. Opportafli, ch’é
un
(1) IL Secolo de’ cavalieri erranti, e de
Paladini di Francia.
(2) Proverbio di Teocrito . l'oracolo diffe
de’ Megarefi, non effere nè i terzi, nè i quar.
21, di niun numero in fomma , da non gom
tarſi affatto , che non éfifte. des Ady,