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dine. è quello fi bene un animale così vuoto, e leggero , qual lo troviamo, privo a fondo di raziocinio, e€ di senso comune, ma gtazioso poi, amabile, caro. Ella convivendo così alla dimeftica, e confidentemente coll’ uomo, contrapeserà la'serietà di coftui, e con quel suo bizzarro umore , e con quel suo far pazzesco lo terra divertito, lo formerà umano e gioviale ; ch’ è appunto quel che. Platone vuol dire quando moſtra d’ aver in conto di problema se appartenga la donna al genere de’ bruti, o a quel degli uomini (1), non altro: con ciò egli intese, se non accennare quanto scema di cervello , quanto sciocca, € pazza fia la donna. Che se alcuna per ventura ne fia, ch'a dispetto della follia a lei effen(1) E quefta -una queſtione agitata di buon fenno, anco a dì nofiri, fe abbian le donne anima ragionevole. La fentit io ſteſſo trattarfi {colafticamente in una publica difputa di Regolari anni fono in non fo che paefe. Non fi offendano le donne di quef¥ anedo10: e per compenfo fappiano quel che ricordomi aver letto nel panegirico di M. Panich (che corre per un operetta del gran Pederi. go ; paſſato meſi ſono all’ immortalità ) cioè, che Paſcal mette in dubbio fe "tuti gli uomint abbiano anima fpirituale ragionevole.