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48 brato contro . E che razza di nume! che roba d’un tefticolo di Giove. Ma con tutto yuefto, chi non amerebbe d’ effer anzi il fatuo e ridicolo. Bacco , che quell’ angilomito (1) di Giove, come appellalo Omero, cioè quel politicone, quel ceffo da boia; che fa spavento a tutti; o quel vecchio Pane che co’ suoi ftrepicie fracaffi dilettafi d’ incutere per tutto de’ panici timori; 0 Vulcano sempre affumigato e lurido per gli esercizii del suo meftiere ; o la dignitosa Pallade, terribile per. la sua Gorgone, e per la sua afta , che non saprebbe mai fare un buon viso, un ghigno , un occhio ridente? Avanti: ond’ è che sempre fanciullo è Cupido? perchè non s’ occupa che di bagattelie ; sempre scherza , sempre ride senza il minimo giudizio e rifleſſione, e corre qua e là puerilmente senza saper che fi faccia, nè che fi dica. Perchè l’amabil Venere è sempre nella primavera de’ suoi anni, € di sua beltà, se non perchè è meco legata a fil il color di mio padre, (2) ondea ragion diffela Omero, ( 3) aurea Venere , in fine r el(a) aydñouurs, che altro dice, altro fente, altro ha in bocca , altro in cuore. (2) Pluto , Dio dell oro, onde Omero. (3) xonon A igodirm aurea Venuse