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quaternione . (1) Or veguiamo all' esaine della
cosa: come diavol mai fi farebbe un uomo ad
incapeftrarfi con moglie, se prima seco me¬
defimo entrafle a configlia sopra gl’ incomodi
di quello ftato; come far sogliono que’ bac.
calari Filosofi? e verrebbe ella mai una grama
donna a soggiogarfi ad uomo quando aveſſe
pria ben inteso e bilanciato i dolori e i pe¬
ricoli del parto, le-moleftie della gravidan¬
za, le brighe dell’ educazione ? L’ergo di
quefto discorso è, che se dovete al matrimo¬
nio la vira, e °l matrimonio all’anìa ( irrifles¬
fione ) Ninfa della mia comitiva, ne vien in
groppa l’ obbligo che profellare a me ne dove¬
te. Di più, qual mai tra donne, ch’una so¬
la volta per tal trafila paſſara foſſe, vorrebbe
nuovamente provarvifi, senza l'ispirazione e
V affiftenza del Nume Liti (oblio); e sfido la
ftefla Venere , con buona licenza di Meſſer
Lucrezio (2), ad opporfi, se pud, a que¬
fta mia categorica e formal propofizione , cioè,
che

(x) Celeberrimi verfi di Pitagora y per
anime noftfæ quaternionem, fontem perpe¬
tuum Nature .

(2 ) Lucrezio nel IV. Lib. ful fine ha egre¬
glamente trattato della Venere fifica: e nell’
‘invocazione a Venere ſull’ ingreſſo del Poema
la fa origine & ogni generazione .