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20 Mondo, e ora e sempre, senza riguardo a sa. cro o a profano, va soflopra, e fi maneggia, e fi governa il tutto: a cui talento e guerre , e paci, e imperi, e configli , e gìudizii, e squittinii, e maritaggi, e convenzioni, e confederazioni , e leggi ed arti, e tutte cose o ridicole o serie (ahimè che mi manca il fiato) in una parola, gli affari tutti o publici, o privati de Mortali vengono condotti, e regolati ; senza ileui braccio tutto quel popolo di poetiche di. vinità, e diciamla giufta, gli ſteſſi Dei di pri. ma sfera, o affatto non sarebbono , o la frebbono per lo meno afai magra (tr): cui chi ha nemico non gli porrà valere in soccorso la ftela Dea Pallade, ma chi l'ha dalla sua, può aver in tasca Giove ftello con tutti i suoi fulmini: e queſto padre è appunto quel. lo di ch’ io vo faftosa. Ei poi generommi non già del suo celabro, come quella burbe. ra, ed antipatica di Monna Pallade, ma fi ben di Neotete , (2 ) quella sovra altre tutte leggiadriffima, e giocondifima Ninfa. Di più non di legittime nozze, legame faltidioso , faftidiofifimo, come vide la luce quel ruvido è ZOP(1) Orxorimi: a domo & cibo; viyerebbono di quel ck hanno in cafa. (2) Nedris, Gioventù: gioventà e riccher. za fan pazzia,