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il nome di Pazzia, prefloi Greci di Moria . (x )
Se bene poteva anche ciò come inutile tra:
sandarfi, qual se il mio sola aspetto, € por¬
tamento non ispiegaflero, che bafta, il mio
Carattere e natura; e qual se. chi tormi vo¬
leſſe per Minerva, o pei la Sapienza, non re¬
{talle avvertito del suo sbaglio, e difingannato
à sol mirarmiin fronte; ch'è il fedele spec¬
chio dell'anima, senza pur ch'io batta labbro :
tanto in me ombra non v ha di maschera, nè
artifizio qualunque fia, da contrafarmi; e fal
in viso appatisco qual mi son dentro, e in
tutto e per tutto a m€ ſtella finile son sems
pre ed eguale. A tal, che se de’ miei suddi.
ti e adoratori, (e son tutti ) presuma alcuno
di non palar per tale, e d’infingeri sotto
inaschera; e nome di saggio; egli non sara
più coftui ch'un fimiotto in porpora, 0 un
aſino in manto di leone; € per quanto wom
ÉfBtto cerchi € Nudi di travisarfi , 1 suoi ba¬
diali orecchioni lo scopriran sempre per un
Mida. Razza in mia fe d’ ingrati, € di mal
vagi, che sendo efi, pitt ch’ altri mal, della
mia scuola, e disciplina, preflo al volgo poi
non solche s’ hanno ad onta di portare il mio
nome e divisd, ma di più ad altri il rinfac¬
ciano qual titolo d’ obbrobrio. Or eſſendo es

ii

( I ) Marra €