ENCHE NESSVNA fpetie di doti fcriptori fa.illuftrifMni fignor noftri alla quale fomme & innumeret
& immortali gratie non debbilhumana generatione. Attefo maxime cheogni loro iduftria & diſciplina.
b +s Ogni uigilantifiimo ftudio. Ogni laboriofa lucubratione hanno ia comune coferito accioche non folo ad
fe medefimi & a {uoi coetanei giouino.ma anchora a tutti gluomini che dipoi ne fuccedenti anni inuarti feco
li faranno ftati nò piccola uttilita arrechino. Niétedimeno poiche fpefituolte ho cò la méte trifcorfo una
+ quafi infinita copia di quegli equalto nella greca o nella latina lingua memoria di fe havo lafciato neffuno truou” chead!!
lo poeta equiparare:& agguagiare fi couegna elquale certo & per profondita & uaricta di do&rina & p elegätia & copra &
fubblimita di ftilo poffa no folamente dimoftrarci le chofe grandi & alla uita noftra:& alla falute molto appartenenti. Ma
anchora fobto marauiglofo uejame ricoprendole informa laddorni che oltra a una incOparabile utilita laquale fi trahe ditå
ta:& fi uaria do&rina incredibile fia la giocondita dellanimo & lauolupta defenfi laquale un bene erudito ingegno & caftiga
tr orecchi prendono di tale‘poema. Ma delle Jaude della faculta poetica diremo poco difobto. Interim hauédo io mfino dal
la prima adolefcentia p manifettiffime argométationi perfuafomi Et effendomi anchora cômoño dallauétorita dimolti: &
do&iffimi huomini equali 1u diverfe nation: & lingue fempre epoetia glaltri feriptori hanno prepofto ho non piccola parte
della mia eta nella cognitione di quegli còfumato. Hora perche hauewo nouellaméte interpretato & alle latine lettere mada
to allegorico fenfo della uirgiliana eneide giudicai nò douere effere in utile amie cittadini ne iugioéddo fe có quanto poteſſi
maggiore ſtudio & induſtria ſimilmente inueftiga@i glarcani & occulti ma altutto diuiniffimi fenfidella comedia del fioréti/
no poeta Dante alighieri: & chome ellatino poeta in latina lingua haueuo expreffo.Choff eltofeano intofcanainterpretaMf}; .
Impreſa ſanza dubioilaquale & per lagrandeza & multiplicita delle chofe & maxime per fua nouita a qualunque de liGera/
tiffimi poffi arrecare ſommo honore. Ma adme ne di do@rina ne deloquétia ornato fia (tata laboriofiffima X forſe non ua
cua di temerita . Ma lamore ardente in quefta fpetie di mufe ha facto chel podo e tato mé graue & chome etrito prouerbio
de faut Neffuna chofa ¢ difficile allamente.ma faranno forfe alchuni che gindicheräno el cofiglio noſtro eſere ſtato o uand
fe nd haro cododo infino al debito fine quello che dal principio mi propofi. O-fuperuacaneo:cociofiache molti hîno comé/
tato quefto poema:cquali & per effereftati o coetaneo uicini alleta del poeta pare che meglo habbino potuto comprendere
fua mente. Etperhauer fa&o profeffione di theologia poffino piu facilmente interpretare eprofondi fenfi in lui occultati e
quali ba da glintimi archani di quella non fanza ftupore dichi legge diuinamétetra@o. Comentorono el noftro poeta due
fuoi figluoli . Francefco:& Piero: Cométollo Benuenuto imolefe,& quefti nlatino; Cométollo lacopo bologneſe nella ſuà
patria lingua Comentollo Riccardo theologo frate carmelitano. Coentollo Andrea credo napolitano:& guiniforteiurif?
confüito bergamafco Principio dicomentarlo loäni noftro boccaccio:ma non produxe lopera piu auanti che amezo lapri/
ma cantica, Equali tutti comendo perche molte cofe hanno de&o degne di lor du&rina ® non inutili allauditoreComentol
lo finalmente francelco da'butı lingua bifana. Choftui dopo elbocaccio piu che glaltriifi fforzo aprite ma nonin tutte le
parti lallegorico fenfo ma ad me e paruto ripetere lamente X el propofito di Danthe da piu alto principio:Et con ppetuo te
nore inucltigare mlui pm recddita do@rina:laquaale quido mi riuolgo nella mente mi nafce difubito horrendo ftupore & di
uento quf un uefpertello in tanta luce. Et chome quegli che habitano propiqui'alle catara&e del nilo diuétono fordi per lo’
exceffino {uono. Chofiin me perde ogni fio acume X iudicio longegno uin&o dalla materia & dallainuentione Alla quale
non folaméte pari. Ma ge anchora fe non dopo lungo mteruallo feconda fitroua. Pure aiutando el divino fauore lamia fet?
uente volonta ho fcoperto inqualche parte alchuuo degli appena inueftigibili ueftigit di fi diuino poeta fequitidolo prima p
le fcondeScefe ripe nel profondo abiſſo: Et dipoitirato dal {uo aiuto iafino allarduo giogo del purgatorio mi fono per cami
no difficile con do&o &tidem eleuato dale fue ale ho uifto elfine di fi lunga peregrinatione. Nella quale quanto di profi&o
& dutile habbi fa&o tale iudicio a piudo&i dime lafcero. Quefto folo affermo hauere liberato el noſtro cittadino dalla
barbarie di molti externi diomi:Nequali da cométatori era ſtato corropto. Et alprefete chofi puro & femplice è paruto mio
officio aprefentarlo ad uoi illuftriffimi fignor noftri: A ccioche per lemani di quel magiftrato elgualleefommo nella fioreti/
na rep.fia'dopo lungo exilio reftituito nella fina patria:& riconofciuto ne Romagnudlo effere ne Lombardo ne degli idiomi
di quegli che [hino aomentato. Ma mero fiorentino:laquale lingua quanto tutte laltre italiche anázi manifeſto teſtimonio
ne fia che neffuno nel quale apparifca o ingegno o do&rina ne nerfì feripfe maî ne profa che n6 fi {forzaffi ufare elfiorentino
idioma ma della lingua pocho diſopto parleremo. Voiadunqueilluftriffimi fignor noftririconofcendo in quefto notro uo/
Lume fa divinità dellongegno di Danthe elquale qualunque ripetera una numerofa ferie & cotinuata fucceffione de fecoli : &
una uetufta & molto perifca memoria di tutte le nationi potra enumeraretra epochiffimi. Riconofcendo anchora uno ftupé
do cumulo di do#ria della quale fi uaria.fi retrufa.fi nafcofa chi piu ha conoftiuto a péauna mediocre pte ha conofito con
gratulerete alla uoftra patria alla quale el (omo dio tanto dono habbi côceduto: Et eluoftro poeta primo fplendore del no
me: & deloquèntia & di do&rina cptimo & raro exemplo frequentemente leggerete:perche quello imitando & loratione de
loquéia & dignita & lauita & ecoftumi di'prudentsa & di probita & lamente di do&rina &dbumanita