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40 ELOGIO DELLA PAZZIA vrebbesi obliare quella legge, che i Greci avevano stabilita ne’ loro conviti: Zerete aniaterene (4); altrimenti è un pretendere che la commedia non sia più commedia. Inoltre, avendovi la natura fatto un uomo, la vera prudenza esige, che non v'inalziate sopra l’umana condizione In poche parole una di queste due: o dissimulare volentieri co’ snoi simili, o correre benignamente pericolo d'ingannarsi con loro. E non è questa, dicono i savì, un’altra specie di Pazzia? Chi mai lo nega? Ma mi concedano poi anch’essi, che questa è l’unica maniera di rapprentare il suo personaggio nella commedia del mondo. Del resto .. Dei immortali! Parlerò io ? Tacerò ? E perché mai tacermi, se quanto dir voglio è più vero della stessa verità? Ma gioverammi però in cosa di tanta importanza, il vol« germi alle Muse, e pregarle che vogliano compiacersi di venire a me dal loro Elicona per ajutarmi, tanto più se i poeti hanno l’indiscrezione di farvele spesso discendere per mere frivolezze. Venite adunque per un istante, o figlio di Giove, poiché voglio provare che questa saviezza cotanto vantata, e che con enfasi chiamasi la Rocca della felicità, non è accessibile ad alcuno, se non vi è guidato dalla Pazzia. Sostengo prima di tutto, che in generale le passioni sono regolate dalla Pazzia. Infatti, cos'è che distingue il savio dal pazzo? Non è forse che il pazzo vien guidato in ogni cosa dalle sue passioni, e il savio. dalle ragioni ? Egli è per questo che gli Stoici allontanano dal savio ogni qualunque perturbazione d'animo, cofisiderandola come un vero male. Per altro, se dobbiamo prestar fede ai Peripatetici, le passioni fanno le veci di pedagoghi a coloro, che s’incamminano al porto della sapienza: inoltre, le passioni sono come fanti stimoli ed eccitamenti per soddisfare ai doveri della vita, e per operare virtuosamente Egli è vero che Seneca, due volte stoico, spoglia il suo savio da ogni sorta di passione. Oh il bel capo d'opera ehe ne ha fatto! Questo savio certamente non è più uomo; ma bensi un. qualche Dio, che non è per esistere giammai. Parliamo più chiaro, ha fatto una fredda statua di marmo, priva affatto d’ogni senso umano. Sia permesso a questi signori stoici di godersi e d’amare senza contrasto il loro savio, e di passare con lui la vita > nella città di Platone (2), o se stimano meglio nella re{1) Ii senso morale di questo proverbio dei Greci è che bisogna uniformarsi a quelli coi quali si convive, o separarsi: anche Cicerone disse in questo senso: Se vivi in Roma, vivi secondo il costume de’ Romani. 2 2 (2) Questo filosofo aveva scritto il piano di una repubblica ma nessuno volle adottarlo. Luciano scherza su questo, e to metie ta ridicolo, dicendo: « Platog il solo abitatore della sua città. »