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22 ELOGIO DELLA PAZZIA

l’uomo medesimo nell'età più bella e più felice. Che se i
mortali s’astenessero totalmente dalla sapienza, e non amas¬
sero che di vivere sotto le mie leggi, allora certo non co¬
noscerebbero la vecchiaja, e godrebbero felici una perpetua
giovinezza : sa

Osservate di grazia quegli aspetti cupi, quei volti patiti
e scarni di coloro, che s'immergono nella contemplazione
della natura, o in altre serie o difficili occupazioni: costoro
sembrano invecch'ati anzi la fine della giovinezza; e ciò
proviene, perchè un travaglio di testa assiduo, penoso, vio¬
lento, profondo, a poco a poco gli spiriti e il succo della
vita esaurisce. All’incontro mirate un poco i miei stolti
come sono pingui, lucidi, e ben pasciuti, cosicchè sembrano
al vederli veri Porci Acarnani (1). Certamente questi fe¬
lici mortali non sentirebbero alcun incomodo della vec¬
chiezza, se niente affatto partecipassero al contagio dei sa¬
pienti, ma purtroppo ciò accade: e che cosa fare? Si vede
chiaramente. che l’uomo non è nato per godere qui in terra
d’una perfetta felicità.

Ho ancora in mio favore la non lieve testimonianza di
un famoso proverbio il quale dice: Che Za sola Puzzia hu
la virtù di prolungare la giovinezza, quantunque fugacis¬
sima, e di rit-rdare m ltissimo la mal:ugurota verchiaja.
Quindi ben si comprende che non è senza fondamento quanto
comunemente si dice de’ Belgi, poichè siccome in tutti gli
altri uomini la prudenza cresce in ragione degli anni, in
questi all’incontro la Pazzia è in proporzione della vec¬
chiaja: cosicchè si può dire non esservi alcuna nazione al
mondo nè più gioviale, nè più allegra di questa nel com¬
mercio della vita, né che senta meno la noja degli anni.
Mettiamo pure nel rango dei Belgi anche que’ popoli, che
vivono sotto lo stesso clima, e che hanno quasi le stesse
maniere; voglio dire i miei Olandesi, de’ quali posso asso¬
lutamente vantarmi che siano i miei più fedeli adoratori
Nutrono per me tanto affetto e tanto zelo, che sono stati
giudicati degni d’un epiteto derivato dal mio nome; e ben
lontani dal vergognarsene, ripongono in esso la gloria loro
principale

Invochino dopo tutto questo gli stoltissimi mortali, sì in¬
vochino Circe, Medea, Venere, l’Aurora; vadano pure in
traccia di quella non so qual fortuna, che ha la virtù di
ringiovanire; virtù però ch'io sola e posso e soglio usare.
Possedo esclusivamente quel succo mirabile, col quale la
figlia di Memnone prolungò la giovinezza di Titone suo

(1) Porci acarnanî, poichè nei contorni di Acarnania, città
una volta non molto lontana da Siracusa in Sicilia, venivano
i porci più squisiti.