l’uomo medesimo nell'età più bella e più felice. Che se i
mortali s’astenessero totalmente dalla sapienza, e non amas¬
sero che di vivere sotto le mie leggi, allora certo non co¬
noscerebbero la vecchiaja, e godrebbero felici una perpetua
giovinezza : sa
Osservate di grazia quegli aspetti cupi, quei volti patiti
e scarni di coloro, che s'immergono nella contemplazione
della natura, o in altre serie o difficili occupazioni: costoro
sembrano invecch'ati anzi la fine della giovinezza; e ciò
proviene, perchè un travaglio di testa assiduo, penoso, vio¬
lento, profondo, a poco a poco gli spiriti e il succo della
vita esaurisce. All’incontro mirate un poco i miei stolti
come sono pingui, lucidi, e ben pasciuti, cosicchè sembrano
al vederli veri Porci Acarnani (1). Certamente questi fe¬
lici mortali non sentirebbero alcun incomodo della vec¬
chiezza, se niente affatto partecipassero al contagio dei sa¬
pienti, ma purtroppo ciò accade: e che cosa fare? Si vede
chiaramente. che l’uomo non è nato per godere qui in terra
d’una perfetta felicità.
Ho ancora in mio favore la non lieve testimonianza di
un famoso proverbio il quale dice: Che Za sola Puzzia hu
la virtù di prolungare la giovinezza, quantunque fugacis¬
sima, e di rit-rdare m ltissimo la mal:ugurota verchiaja.
Quindi ben si comprende che non è senza fondamento quanto
comunemente si dice de’ Belgi, poichè siccome in tutti gli
altri uomini la prudenza cresce in ragione degli anni, in
questi all’incontro la Pazzia è in proporzione della vec¬
chiaja: cosicchè si può dire non esservi alcuna nazione al
mondo nè più gioviale, nè più allegra di questa nel com¬
mercio della vita, né che senta meno la noja degli anni.
Mettiamo pure nel rango dei Belgi anche que’ popoli, che
vivono sotto lo stesso clima, e che hanno quasi le stesse
maniere; voglio dire i miei Olandesi, de’ quali posso asso¬
lutamente vantarmi che siano i miei più fedeli adoratori
Nutrono per me tanto affetto e tanto zelo, che sono stati
giudicati degni d’un epiteto derivato dal mio nome; e ben
lontani dal vergognarsene, ripongono in esso la gloria loro
principale
Invochino dopo tutto questo gli stoltissimi mortali, sì in¬
vochino Circe, Medea, Venere, l’Aurora; vadano pure in
traccia di quella non so qual fortuna, che ha la virtù di
ringiovanire; virtù però ch'io sola e posso e soglio usare.
Possedo esclusivamente quel succo mirabile, col quale la
figlia di Memnone prolungò la giovinezza di Titone suo