ta delintimia philofophia & theologia nella qualeappare ftupenda dodtrinaiSeripfe Ja comedia laquale habbia
mio interpretato diftindta in tre cantiche, Dettegli principio innanzi che fuffi mandato in exilio.& fcripfe eprimi
fepte capitoli.El refto compofe nel fuo exilio.Ma gliultimi canti del: paradifo in una parte della cafa piu fecreta
doue habitaua rimafono occultati nella fua morre.equali da ogni huomo che leggea lopera non fanza {oma mo
ieftia erono defiderati. Ma lombra del poeta intempo noéturno apparue in uefte candida a iacopo {uo figluole
& moftrogli el luogo douc erono.Onde fuegliato el giouane de fubito ui cerco & trouogli.Le uirtudinine di tale .
opera poco di fotto cingegneremo dimoftrare. Interim innumere & grandiffime gratie gli renderemo.perche fu
el primo chela lingua noftra patria infino a fuoi tempi roza inexercitata & dicopia & delegantia molto nobilito
& fecela culta& ornata.Trouo Homero la linguagreca molto gia abondante & exculta da Orpheo.& da muſes
& da altri poeti piu uetufti di lui.Trouola latinaVirgilio gia elimata & exornata. & da Ennio.& da Lucretio.da
Plauto. & da Terentio.& altri poeti uetufti amplificata.Ma innanzi a Danthei lingna tofcana nefuno hauea tro¬
uato alcuna legiadria, ne indudto elegantiao lume alcuno, Et excepto le rime ben che anchora quelle fieno ine
pre & roze.niente hanno gliantichiî in che fiuegga un minimo ueftigio di peeta.Däthe fu el primo che conofciu
to negli fcriptori latini gliornamenti equalî forio comuni alloratore & al poeta.Et intefo quanto acuto in egno
eneceffario nella inuentione poetica.quanto giudicio nella difpofitione.quanto uarii colori & lumi nella elocuti
one.Preterea di quanti figmenti debba effere uclato ef poema.& di quata & quanto uaria doctrina referto tento
con felice auipisig indurre tutte quefte coffe nella noftra lingua ilchene paffati fecoli neffuno hauea tentato, Il
perche lui deëte principio.lui molto la riduxe inuerfo la perfedtione.Icherade uolte tra mortali e interuenuto,
Luiprimo dimoftro quanto fuffî idoneo el fiorentino ia non ſolo ad exprimere maadamplificare.& exor
nare tutte lecoffe che cagiono in difputatione. .ADanthe fucceffe Fricefto petrarcha.che huomo imortale dio
& di quanta admiration degno. elquale nelle fue canzone & fonetti non dubitero non folo agguagliarlo a primi
lyrici & elegiaci greci & latini poeti ma a molti preporlo,Ene verfi lyrici per comune confenfo di tutti fapremo
yndaroselquale Oratio meritamente afferma effere inimitabile.Ne mancho in grecia chicontendeffi preporlo
ad Homero.Ët certo per magnificentia di ſpirito per fententie & per figure excelle & auanza tutti. Ne fu nefuno .
a cui meglio fuccedeffi formareuna parola compofta di piualtre.Ma quefto e fi proprio della greca lingua.che ne
latino ne tofchano lo puo fare.Ma per dio fia decto fanza inuidia.Confiderate quanto fpeffo el petrarcha infur/
ge.& come cygno fi leua.Confiderate quanto fia copiofo di fententie.& quanto quelle in ogni parte quadrino,E
acerbo nella inuectiua & nel riprendere.& con quella uehementia che Alceo percuote etyranni ne fuoi uerfi.luip
fequita euitit.E negliaffecti amatorii hor lieto hor mefto.& i forma tutti gli exprime.che ne oa Ouidio lo poftps
go.ne a Propertio.Ma quello.in che obtiene fopra tutti la palma in ogni lafciua materia «ben che fia giocòdiffimo
nientedimeno obferua lieta modeftia.ne mai diuiene obfceno . Etnefuno de glieloquentiffimi neghera trouare
in lui non folo expreffe. ma dipincte molte cofe, lequali innanzi giudicaua efiere impoflibile dirle coualcuna ele
gantia in queſta lingua. Sequito el Boccacio molto iferiore a luiMa di poetico ingegno da natura inftructo. Ee
dinuétioni molto ornato. Potea Bonifacio uberti efere enumerato tra poeti. fein lui la natura & la exercitatio
ne fufli ftata aiutata da Jarte & dalla doctrina.Molto ha ampliato quefta lingua Baprifta alberto.& in oratiôe fo
luta & profa ha auanzato & uincto tutti efuperiori Et egloghe inuerfi to{canida luifcripte dimoftrano quan
to fia nellarte poetica doctos& di quato giudicio abédi.Ma gia fiorifce chi, fel mio iudicio uale alcuna cofa, fara
ne primi tra rariflimi.Mirabile certamente e el fuo ingegno.& tanto comediconoegreci.Eutrapele ideftadogni .
o accomodato. che douunche fî uolge pare chead quel folo nato fia Et fanza dubio dacelefte influxo gli pro
cede ogni fpecie di poefia.E fapientiffimo dinuentioni.& delocutione richiffimo.informa chea le cofe gradi por
ge maefta.A le mediocri dignita.Et nellinfime tale e el {uo {tilo.che benche paia conuneal uulgo.non fanza diffi
culta puo effere imitabile a docti.perche in quello gareggia larte con la natura.& ciafcuna difende excellentemen
te le fue parti.Quefto certo mirabile farebbe etiam in quegli che longo tenipe hanno confumato nellocio littera
rio & ne gli ftudii.Adunqueche diremo di lui elquale ne giouenili anni habbi potuto tanto.maxime in tante. &
fi uarie.& fi grandi fue occupationi nel publico gouerno.lequalinon fanza fuoi grawiffimi pericoli Inano giorno
& nocte diftracto.non potendo unfolo punto di tempo da quelle partirfi, Non niego quanto elnaturale ingegno
in queſto poſſa, nientedimeno fe da teneri anni non fi fuffi con ardentiflimo ftudio datoa le latine lettere.& a la
oratoria faculta,Sca miei fidelifimi preceptinonhaueffi con famma induftria obtemperato non, credaalcune
chela ſola forza de Ja natura Ihaueffi ad fi excelfo grado eleuato.Non puo Ja lingua mia in coftui exprimere quel
lo che fentela mente. Ma chi legera le cofe {cripre da lui mi conofcera piu tofto auaro nel comendare che prodi
go neladulare .Ma tornando ala lingua affermo che come ne uetuftifecoli primala lingua greca.dipoi la latina p
ran copia di fcriptori.equali di tempo in tempola ripulirono.di roza & pouera diuenne elimata. cofî la noftra»
t gia da hora per lauirtu de gli fcriptorida me nominati e diuenuta abondante & elegante, & ogni giorno fe
non mancheranno gli ftudîi piu diuentera.Ma non fia alcuno che creda non folamente effere eloquente.ma pu
re tolerabile dicitore nelanoftra lingua.fe prima non hara uera & perfecta cognitide de le latine lettere. Perche
nefuno dubita che ogni fermonee simple di parole& di fententie.Le parole fempre fono inepte fanza eprece
pti oratorii.Et le fentetie fono friuole fanza uaria doctrina. Maneartetheorica;ne doctrina alcuna ci puo effer :
nota fanzalingua o greca o latina. Adunquealmancho la latina cie neceffaria.IIche ha facto che molti noftri feri ¬
prori uacui di latine lettere & doctrina. ben che lo ingegno & la exercitatione alcuna poles fobftenga . Niente
dimeno fpeflo rouinono.perche come ciechi procedono fe el lume de larte non e porto.Ne mai potra lo {cripto
re hauere o fucho o neruine Jo ftilo.quando non fia fe non al tutto docto.almancho alquanto introducto in phi
Jofophia, Aggitigete a queſte due ragione latertia,Ognuno intende comela latina lingua diuento abddate diriua
do molti uocaboli greci in quella. Cofi e neceffario che la noftra di riccha uengha richiffima fe ogni di piu tranf
feriremo î quella nuowi uocabuli tolti da romani: faremoli triti appreflo de noftri,Per la qual cofla exercitilila