OCR
ENCOMIO DELLA PAZZIA. 3? Zione confifeva nell’ esaltar col incensiere della loro Rettorica degli Eroi, e degl Dei le glorie. Vot pertanto fentirete non d'Ercole, non di Solone, ma di mé, cio è della Pazzia ’l Ponegivico. Velo confeſſo ; che fommamente que Savi dise prezzo, che da Stolto, e da Temerario trattanò qualcuno , che vantasi, e fi lufnga. Gh diaxo pure ‘quanto vogliono dello folto, e del ridicolo» mene contento: ma confeferanno almeno, che guefio pazzo del fio carattere mantiene la convenevolezza. Non v è cofa, ‘che più convenga alla Pazzia , che promulgar il fuo merito, e far rifonar da per tutto le lodi fue. E chi ſarà che poſſæ meglio di me ftefla ritrarmi ? , Parmi nulla dimeno, che opero in queffo molto pin modeflamente del commune de Grandi, e de Savy. Un rofore malfano gl’ impedisce di lodar fè fi: Ma che fanno? Sì cerca un Ponesirifia lusinghiero, comprasi un adulatore Poeta, è S'ittt= balfama in tal modo uno del dolce fumo d'un Elogio, che per lo più è di bugie un compendio con deFrezza teffuto. (x) Il buon Signore frattanto fiende le fué piume, qual Pavone la crefé innalza alla voce del temerario Lusingatore s che un goffo alla Divinità paragona; ch a guifa dun modello di tatte le viriù perfetto nn uomo proa (1) S'intende qui, maffimamente circa le lodi dagli Oratori facri date a’ Grandi in publico, —