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PREFACE DEL TRADUTTORE. TI » vefeovi, i Re, i Cardinali a loro genio la » frovano; piace anche à Sua Santita, e Leo» ne X--Pha letta intera. Circa la Traduzione mia ho tenuto la fira. da di mezzo, cioè, per quanto fo, la più ra. gionevole ; non effendomi fiſſata come regola ferupolofa dell'Autore mio Pidea , non avendo pur anche aggiunto niente, che non corrisponda al fuo fentimento. Sono di GERARDO LISTERO , famofo Medico le note, che, fendo frato alcuni mefi con Erasmo, contratta con efjo lui avea amicizia firettifima. Siccome accorto mi fono. che note rafinate non convengono ad una Traduzione, ch, a dirla fchietta, è folamente per chi POvriginale non intende, ho creduto doverle ammettere , quelle foltanta inſerte avendo, che foddisfar poffono la curiofità d' n Lettore, che dell Ebraico. e del Greco non curofi. : Avverto puro , che travandoſi nel mio fiile un abbondanza troppo copioſa di motti, mi fi debbe perdonare, avendo in ciò del mio Autore ſequito la maſſima , ne riuſcito mi farebbe Pabbreviar le mie efpreffiont, fenza fcemarne la foftanza ; le repliche in oltre pafa Sano al fuoco duna Declamazione, È PREFA: