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PARADISO quello che côcepe.lmpoche chome dice Auguitino. Deusuertus cogitatur qua exprimitur.Et uerius € qua cogitetur. Eg certaméte eucro che piu poffiamo cogitare & cOcepere nellanimo di dio che né poffiamo exprimere.Et niétedimeno an chora e molto maggior chofa iddio che né polliamo cocepereo pèfare.Et pero foggiugne che né e poco fe innanzi che polliamo conotcere quello che lui fia almacho conofciamo quello chenonfia. ET QL VE ito che 10 ho coceputo e ti/ toe di tal miſura arifpecto di queilo chio uidi:che no bafta a dire che fia pocho:ma biſogna dire che fia minima chola. OSVMMA lucesdallaquale nafce ognaltra luce. CHE SOlain te fidi:Che inte fola ti puofi:perche nò poi effer cò tenuta fè nò da temedefima:ne itefa fe né date. ET INTENdendo te.Itchenò puo fare altri che te:perche nefluno inté de iddio fè néiddio. AD ME arridi:Quafi dica lietaméte mi ti mofter«Imperoche tito intende Ihuomo didio quato lus fe gli manifetta.Quelta circulatione chofi cocepta chome difopra habbiamo de&o parcua inte. CHOMELVMEre flexosperche luno cîrculo rifleRena elfuo lume nellaliro. ALQ VANTO CIRcõfpe&a daglocchi mer Quafi dica neduta da me:Ma in minima parte. DENTRO DA fe:ordina oise circulatione pareua dentro da fe pn&a.i. fi gurata del fuo fulgore:pche niente riceue fuori di fe. DELIa noftra effigie.1.della figura humana :pche que Ihumany ta di chrifto coniuntta collla diunita.Et quefto uidiio:perche entro elmio uifo.i.ogni mia uiſiua potentia era mefa in jei Ilche ſignifica che hauea meffo ogni forza de fuo intelle&o in contemplare quella. Quale elgeometra che tutto faffige d Ifidera fapere chome Ihumanita fi congiunfè cò la diuiny ; ta.Etdimoftra che lui era chofiaffixo in quetta inquifitios pa mufurat lo cerchio = E WHS ne chome e elgeometra:elquale uuol mifurare Keira non ri penfando quel principio ondegli Indige truoua quel principio ondegli indige.i. delquale lutha dibifogne Tale erio ad quella uifta noua Adunque tale era Danthein quella uifta noua.i. inquella imagine che nuouamente hauea ueduto ne giri della dimmnita: Et defidera/ {aper uoleua chome fi conuenne ua fape chome fi conuiene:& adapta limago.1.la imagine dellhw limago al cerchio & chome uifindoua manita al cerchio fecondo della diuinita:&X chome fu faéta tal co iunétiôe Ma le proprie pene.i.le forze mia:le mie uirtu:le mie do È oprie penne pric pene.1. 3 Manon eran da cio le Ro &rine Non eron da cio.i.non-eron fufficienti a quelto.Se non che fenon che lamia mente fu percoffa à eee fu pa coſſa da un fulgore & fplendore di nuoua gratia di ein che {ua ucgla uenne uina che millumino:Et in queſto uenne fua uoglas-lauogia dt de/ da un fulgor Gi . E off Aa mente.1-fu adempmita la uagla della mente fua:Et uoleua elpo Aallalta phanta 13 Gui manco porta eta {criuere quello che hauea intefo.Ma la phantafia non fu fi pof ma gia uolgea al mio difio el uelle E a porti informa apprendere chel poeta lo poteſſi fcriue/ : x Lnentcemoll re Ma lamore diuino & lo fpirito fanéto: elquale muour el fole & fichome rota che equa kel 7 : le ftelle : perche e motore del tutto giauolgeua el mio difio: & el Lamor che muoue el {ole & laltre ftelle mio uelle: cice el mio difio : & la mia uoluntas Si chome ruota ` che egualmente e- moſſa, In fententia exprime : che la mente humana moffa da dio fi muoue equalmente a tutte le chofe accordando la fua uolonta con la uolonta didio. Et per que/ fto non gli dando idio piu poſſa lui accorda la fua uolonta con lauolonta diuina adunque diremo che micandomi lapof fa lamore.i.lo ſpirito fanGo:elquale muoue elfole & laltre ftelle.i.tutte le creature ad amare elfuo creatore u Igea el uelle i.\a uoliita al mio difio:cioe fece che almio defiderio ueniffi altra nolonta:& né potédo io adempiere elano diiio che era côtemplare ad perfeétione la trinita lo ſpirito ſco mi uolfea uolere dllo cheio poteuo.Et e certanéte optimo finead tan ta opa:pcheinuna fentétia cóchiude moite chofe.Prima dimoſtra che béche laméte humana fia awdifiima di fappere el rutto.Niétedimeno debba ciafchuno effere cotento ad tanto lume quanto gli porge la diuina gratia. Preterea admoifce chi legge che non riconofchino la excellétia didio dalle fue parole.pche chie finito non puo inuna minima parte copren/ dere lonfinito. Et delle medefime parole fi ritrahe che qlla piccola parte che ha exprefla non p fuo ingegno: ma p diuina gratia ha potuto exprimere.Perlaqua!chofa io fimilmente imitado lc ueilsgie di tanto poeta cofetfo ingenuaméte no ha/ nere ad pfectione faputo interpretare & aprire glaltffimi fenfi:equali in queſta camed1a fobto poetici uelami fino nafco/ fi-Erqila piccola parte che ho potuto no ad me arrogatemente attribufco.Ma dalla diuina gratia humilméte riconoſco pche chome di fe dixe Paolo:Chofi dime affermo gratia dei rd fum quod fum.IIpche fe aichuna chofa cie di verita fiene laude ad epfa uerita datrice dogniuerita.Et tuéti glerrori fattribuifchino almio debolo ingegno.Et fe luogo alchuno i å Ro noftro cométo fi trouafi:o altutto contrario o in alchuna parte difcordate dalla noitra ortodoxa religione di ſubito fi corregga dinandofi inquello non la mia uolonta laquale affermo effer pura & fincera.Ma la pocha do&rina lagle cho {i non fufli n me defeGiua chome la conofchos FINE DEL COMENT) DI CHRISTOPHORO L DINO FIORENTINO SOPRA LA EU ni: DI DANTHE POETA EXCELLENTISSI MO. ET IMPRESSO IN BRESSA pER BONINVM DE BONINIS DI RA GVXI A DI VLTIMO DI MAZO .M.CCCC.LXXXVIL.