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39 Di fatto, qual cosa è più conveniente alla Pazzia, che d'esser la tromba del suo merito, e di far echeggiare dappertutto le proprie sue lodi? Chi può dipingermi più al naturale di me stessa? Vi è forse altri che meglio mi conosca di quello, che io medesima non mi conosco? Per altro questa mia condotta sembrami assai più modesta di quella, che tener suole la maggior parte dei grandi, e de’ saggi del mondo. Costoro, messosi sotto a’ piedi ogni pudore, subornano un qualche panegirista adulatore, o un cicalone poetastro, onde a prezzo d’oro reciti le loro lodi, che altro infine non sono che un tessuto di menzogne. Intanto poi che il modestissimo uomo stassene ad ascoltarlo, dispiega le piume come il pavone, innalza la sua cresta, si ringalluzza alla voce della sfacciata adulazione, che paragona agli Dei quell’omicciattolo da nulla, che il propone come un assoluto modello di tutte fe virtù benchè sappia esserne totalmente lontano; che adorna di piume non sue quella vil cornacchia; che si sforza di Elogio della Pa 3