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30 amabile sorriso m'applaudiste, che invero quanti d'ogni intorno io qui mi discerno, sembranmi altrettanti Dei di Omero (1) inebriati di nettare misto a nepente (2): mentre prima sedevate tristi ed inquieti, come coloro che sono appena usciti dalla caverna di Trofonio (5). E per verità, in quella guisa che al primo comparire in cielo della brillante ed aurea faccia del sole, oppure dopo un rigido verno al ritornare della primavera accompagnata dai dolci zefiretti, noi tosto veggiamo tutte le cose pren(4) Dei, d’ Omero, perchè questo famoso poeta gli ha inventati. (2) Nepente, erba, il di cui sugo misto col vino, eccita all allegri ; alcuni vogliono che sia la Buglossa. (3) Trofonio, figlio di Apolline, secondo la favola, era un celebre architetto greco. Egli fabbricò a Lebadia in Beozia un tempio in onore d’ Apollo, nel quale era una caverna, in cui eredevasi che un Demone rendesse gli oracoli ; e siccome coloro che vi entravano per consultarlo ne uscivano tutti sfigurati, così passò in proverbio, per esprimere una persona 0ppressa dalla ‘tristezza, il dire che sembrava uscita dall’antro, 0 dalla caverna di Trofonio.