OCR
36 pronunzia quel Priapo di fico (1). Quanto non fa ridere Mercurio co’ suoi ladroneggi e co’ suoi prestigi ? Che cosa non fa Vulcano (2) nei conviti degli dei ? Si mette a correre, per far pompa della sua zoppicante andatura ; scherza , buffona , finalmente tutto mette in 0pera per tenere in allegria il convito. Che dirò di quel vecchio stolto ed innamorato di Sileno , che gode danzare con Polifemo e colle ninfe ? Che dirò di que’ satiri semi-caproni , che nelle lor danze fanno centoatti immodestissimi ? Pane colle insipide sue cantilene muove a riso gli dei, i quali lo ascoltano con grande attenzione, e preferiscono cento volte la sua musica a quella delle muse , principalmente quandoi vapori del nettare cominciano ad andar loro alla testa. Ma perchè non rammenteròio le stravaganze che (1) I Greci chiamano di fico qaalunque cosa per loro spregevole. (2) Omerò dice che Vulcano serve a tavola ne’conviti, che fa ridere gli dei colla sua zoppicante andatura, che versa il nettare a sua madre, e che dice delle lepide cosette per riconciliarla con Giove suo marito. fanno i numi dopo i conviti, e soprattntio dopo aver molto bevuto? Vi assicuro , per dio, che quantunque io sia la Pazzia, e in conseguenza avvezza ad ogni sorta di stravaganze, pure io stessa non posso tante volte trattenere le risa. Ma sarà meglio che mi taccia; poichè se mai qualche dio diffidente e sospettoso mi ascoltasse , potrei incorrere anch'io la sorte di Momo. Ma è omai tempo che, ad imitazione d'Omero, passiamo a vicenda dagli abitatori del cielo a quelli della terra, ove pure nulla scorgesi di lieto e felice, che non sia opera mia. Primieramente voi ben vedete con qual previdenza la natura, questa madre e produttrice del genere umano , abbia disposto che non mancasse in alcun luogo il condimento della Pazzia. Giusta la definizione degli Stoici , il savio è quegli che vive secondo le regole dalla ragione preseritte , e il pazzo all’incontro è colui che si lascia strascinare in balìa delle suc passioni; quindi , per timore che Ja vita dell’uomo esser dovesse trista ed infelice, Giove ha voluto caricare molto più ła dose delle passioni, che quella della ra