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lavtia , ossia l'amor proprio. Quest’ altra che sorride coll'occhio, e applaudisce battendo palma a palma.è Colachia, ossia l’adulazione; quella là che ha socchiuse le ciglia, e par dormicchiare,è Liti òssia l obblio; e quell'altra che appoggiasi ad ambi i gomiti colle mani in mano,è Misoponia,ossia Vodio della fatica; questa col capo inghirlandato di rose, tatta spirante essenza e profumi,é Idoni, 0ssia la voluttà; questa che volge labrici e incerti gli occhi, e par tutta in convulsione, è Ania, ossia l’irriflessione ; questa dalla pelle alabastrina, grassottella e ben pasciuta à Trofi, ossia la delizia. Pra queste ninfe voi discernerete esservi ancora due dei ; uno di questi è Como, ossia il riso e Pallegria della mensa; I’ altro è Nigreton ipnon, ossia il profondo sonno. Secondata pertanto e ser` yita fedelmente da questo stuolo di domestici , estendo il mio dominio sopra tutte le cose, e perfino i monarchi più assoluti sono sottomessi al mio impero. Eccovi omai istrutti della mia nascita, della mia educazione e del mio corteggio. Ora , affinchè non sembri a taluno che fuor di ragione usurpato m’ abbia il nome di dea, voglio farvi toc 27 car con mano quanto io sia utile agli dei ed agli uomini, e quanto estendasi il mio divino potere, purchè stiate ad ascoltarmi ad orecchie ben tese. Ha pure scritto sensatamente taluno,ch'egli è veramente essere un dio il giovare a’ mortali; e se a buona ragione vennero ascritti nel senato degli dei coloro che introdussero nella società il vino, il formento, o altro simile vantaggio procacciarono alla medesima , perchè non sarò io proclamata e venerata per la prima tra numi , io, che sola ogni bene. ad ognuno a larga mano dispenso ? Prima di tutto ditemi un poco: evvi al mondo cosa più dolce e più preziosa della vita ? Ora chi più di me ‘contribuisce al concepimento de’ mortali ? Imperocchè nè Pasta dell’arme potente di Pallade, nè Vegida (1) del fulminante Giove vagliono un fico a produrre e propagare il genere umano. Anzi lo stesso padre degli dei e re degli uomini, al di cui cenno tutto trema l’ Olimpo, fa duopo che (4) Scudo di Giove , fatto colla pelle della sua nutrice,la capra Amaltea.