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Giapeto , nè d’ alcun altro di questi dei rancidi e disusati ; ma Plutone, il dio delle ricchezze,è mio padre.Sì Plutone (non se l’abbiano a male Esiofo, Omero, e persino lo stesso ove ), il quale è il padre gli dei e degli: uomini : lutone , che al presente come per lo passato , a un solo cenno crea, distrugge, governa ognicosa sacra e profana: Plutone,al cui talento le guerre, le paci, gl’imperii, i congigli, i giudizi, i comizi, i matrimoui,i trattati,le confederazioni , le leggi , le arti, il ridicolo , il serio ( ohimè non ne posse più ! mi manca il respiro); conchiudiamo, al cui talento si regolano: tutti gli affari pubblici e' privati de’ mortali : Plutone, senza il cui braccio tutta quanta la turba delle poetiche divinità, parliamo con maggior franchezza, gli dei stessi del prim°’ ordine (r) o non sarebbero del tutto’, o almeno. se la passerebbero assai male; Plutone infine, ildi cui sdegno è sì terribile, che Pallade (2) (1) Imperocchè la teologia pagana ammetteva dodici divinità primarie e supeniiori va’ tutte Je altre. #7 (2) Pallade, dea della sapienza, che difese Giove contro i gi„Santi, 25 stessa non saprebbe difender abbastanza que’ mortali che lo avessero provocato; ma il di cui favore all'incontro è si possente; che chi lo gode, può ridersi di Giove e delle sue saette (1); e questo è appunto il padre mio , di cui vado fastosa. Ora egli mi generò non già dal suo cervello, come fece Giove colla torva ‘e feroce Minerva; ma da Neotete (2) , la più avvenente ela più gaia ninfa del mondo. Di più i mici genitori non erano lega (1) Qui si allude all’ immenso potere dell’oro. È noto a tutti quel proverbio che dice: Il da naro fa tutto; e quest'altro, che: L'uomo ricco nella società è cemeil più forte nei boschi. Filippo il Macedone soleva dire, che nessuna fortezza & inespugnabile,qualora vi sia un piccolo viottolo per cui vi si possa far entrare un asino con due sportelle cariche d’oro. Così la favola di Giove penetrato in pioggia d’oro nella torre di Danae altro non significa, se non che la gran forza di questo metallo, In ‘ogni tempo non vi furono che pochi uomini virtuosi i quali abbiano saputo resistere alla seduzione dell’oro ; è l'interesse è sempre stato,e sarà sempre la gran molla delle umane azioni, (2) Neotete , ossia Gioventù : infatti dalle ricchezze e dalla gioventù emergono d’ordinario le pazzie.