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Collezione
Erasmo da Rotterdam
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inebriati di nettare misto a nepente (1): mentre prima sedevate tristi ed inquieti , come coloro che sono appena usciti della caverna di Trofonio (2). E per verità, in quella guisa che al primo comparire in cielo della brillante ed aurea faccia delsole, oppure dopo un rigido verno al ritornare della primavera accompagnata dai dolci zefiretti, noi tosto veggiamo tutte le cose prendere un nuovo aspetto , ammantarsi di nuovi colori e tutta in certa qual maniera ringiovihirsi la natura, così appunto voi,vedutami appena,immantinente cangiaste affatto di (4) Nepente, erba il di cui sugo , misto col vino, eccita alallegria ; alcuni vogliono che sia la buglossa. (2) Trofonio , figlio di Apolline, secondo la favola, era un celebre architetto greco. Egli fabbricò a Lebadia in Beozia un tempio in onore d’ Apollo , nel quale era una caverna. in cui credevasi che un demone rendesse gli oracoli; e siccome coloro che vi entravano per consultarlo,ne uscivano tutti sfigurati , così passò in proverbio, per esprimere una persona oppressa dalla tristezza , il dire che sembravauscita dell’ antro, © della caverna di Trofonio, sembiante. Ottenni pertanto colla mia sola presenza ciò che valenti oratori avrebbero appena potuto conseguire con un lungo e lungamente meditato discorso,voglio dire discacciare la tristezza dalPanimo vostro. Ora poi se bramate di sapere per qual motivo piacquemi di comparirvi innanzi in un arnese così stravagante, io tosto ve lo dirò, purchè mi siate cortesi della vostra attenzione; non però di quell’attenzione che siete soliti prestare ai sacri oratori ; ma bensì di quella che porgete ai cerretani, ai ciurmadori ed ai buffoni sulle piazze: in una parola, come quella che il nostro Mida (1) porgeva al canto del dio Pane. Imperocchè mi piace di fare con voi alquanto la sofista: non però di quella razza che al giorno d’oggi altro non fa, che imbevere le menti giovanili di vane e spinose bagattelle, ed insegnar loro a cou (4) Mida,famoso re di Frigia, essendo stato scelto giudice per decidere se fosse più valente nel canto Pane o Apolline, egli giudieò in favore del primo,per cui Apollo, irritato, gli pose due orecchi d’ asino in testa.

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