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y Determinato adunque d’ occuparmi in qualche cosa, siccome un tal ozio non era buono per una seria meditazione, m avvisai di scherzare un tantino facendo l Elogio della Pazzia. Qual Minerva vi ha inspirato un tal pensiero? Voi mi direte. Eccovi: Pallade mi feve osservare, che i Greci chiama» vano la Pazzia col nome Moria, e che questo vocabolo tanto s' avvicina al vostro nome di famiglia, quanto Voi ne siete lontano dal suo vero significato; imperocchè siete universalmente conosciuto per uno degli uomini più Savj del nostro secolo. Innoltre ho creduto che questo giuoco di spirito potesse sommamente conformarsi al vostro gusto; mi lusingo che ritroverete della letteratura e del sale in questa bagattella, che vi presento ; e so d'altronde che nulla tanto vi diverte, qaanto lo scherzo di siffatta natura. Voi vi ridete da Democrito della vita umana; ma sebbene per una grande sublimità d’ingegno Voi superate di molto la comune degli uomini; pure non isdegnate d’abbassarvi con piacere alla capacità di ciascheduno, e, ‘per usare l’espressione di Tiberio, Voi siete un uomo di tutte le ore. Aggradite pertanto, se vi piace, questa piccola Declamazione; io ve l’cffro come nn pegno di quell’ amicizia , che non deve finire se non colla vita: spero ancora che prenderete quest’ opera sotto la vostra protezione; poichè, dal momento che ho avuto I onore di dedicarvela , ella più a Voi che a me appartiene, Son certo che non mancheranno Cc