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Creator
Alighieri, Dante
Total Pages
638
Collection
INCUNABOLI
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Page 39 [39]
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CANTO PRIMO fu ribellante a dio perche n6 fu chriftiano.Et Virgilio pofto anchora per la fcientia degentili fu ribellante perche tale fcien tia non hauendo uera cognitione di dio non guida al paradifo cioe alla cognitione delle chofe diuine . IN TVTTE parti inpera & quiui reggie.Ogni chofa adio e/fottopofta Onde lapoitolo.fn nomine icfu omne genus fe&atur celeftium terre/ firium & ifernorum. Ma la fua regale {edia en cielo nel modo che nel primo canto del paradiſo dimoſterremo Onde do minusin celo fedes cius.Ité cclum celi domino. |té qui habitat i celis rridebit cos.E1a medefima fententia nel undecimo del urgatorio Non circunferipto ma per piuamore.Item nel primo del paradiſo Nel ciel che piu della fua luce prende. O FE ICE cholui che quiui elegge-Onde chrilto per fammo bene dixe . Vosqui fecuti eltis me cétuplum accipietis X utã eter/ nam poffidebitis Et ufa quel poeta un color rhetorico elquale chiamano exclamatione elquale epoeti & ghoratoriufano quando narrado alchuna chofa uogliono indurre fauditore o in indegnatione on comiferatione o in admiratione.Adu/ gue Virgilio in queito luogho ufa la exclamatione non folamente per dimottrare la marauiglia ditanta beatitudine ma an chora per comiferatione di fe effendone priuato.Et certo e,graue pena al dinato cognofccre el bene del quale e. prinato:) Onde perfio poeta fatyrio nò defidera altra pena aluitiofo fe no che conofca quanto bene cofifta nella uirtu accio che piu acreméte gli dolga hauerla abbandonata. chiede adiique a dio che glipunifca Virtuté ut uideant intabefcantque relicta . p-44 Etioallut poeta 10 ti richieggio p6 . n r Ifponde Danthe & priegalo che gli faccia quanto ha deo, i « liche dinota quando lappetito & la ragioe inferiore comin/ Eos quello dio che tu non cogn ofcefti . cia a eſſere illuminata dalla fuperiore tutta fí uolge allei & difide/ accio chio fugga quefto male & peggio ra conſeguire quanto effa gli mottra:Et moralmente admonifce Che tu mi meni la douhor dicefti =. che quando almen do&o cofferto uera do&rina lui debba fare ole . ogni demoftratice di difiderarla:& fommaméte pregarne :Pric/ {i chio uegha la porta difan pietro gha adunque Virgilio dicédogli per quello dio che tu non cono” et cholor che tu fai chotàto mefti fceiti:cioe pel uero dio chetu no conofcefti mita. Virgilio conob Allhor fi mofle & io tenni retro be dio chome philofopho gentile primo motore: prima caufa. Ma non diftin&amente la trinita & lancarnatioe deluerbo & la redemptione dellhumana generatione & laltre chofe fenza la co gnitione & fede delle quali fecondo Ia chriftiana religione neffuno puo andare alla beatitudine Et nondixe non cognofer ma dixenon conofcefti che non conofcelti in uita ma alprefente conofer Et forte e/adubitare fe lanima laquale mentre fu congiunta col corpo non hebbe cognitione di dto. Dipoi fperata gid & dannata lopoffa hauere . IVigtedimeno fi conclude da theologi che lanima feparata dal corpo ha tanto acume che non per congeGure lequali poffeno effere falfe.Ma perra gioni dimoftratiue conofcono la luce & belleza de dio effere infinita laquale cognitione da loro grauiffima pena uedédo fi di quella effere priuati.Ma non la conofcano diftinA&amente'perche di tale cognitione piglierebbono fommo gaudio & participerebbono del fommo bene.Chome uerbi gratia Seuno gioueneto non fufle ftato infirenze al tépo dellannuale ce/ lebratione & pompa facta al baptitta & uno gli narraffi quella effere molto bella in modo che altutto & fanza dubitatio/ ne el gionenedo cupidiffimo di tal fi pectacult lo credeffi non e/dubio che ne piglierebbe difpiacere non piccolo uedendofe ne priuato.perche intéde la belleza m confufo che non fa altro cheaceendergli la uoglia dintenderla difturétaméte à con fuo ordine Accio chio fugga queito malc:ctoc el male della ignorantia & del uitio.ET PEGGIO.cioe ladanatione lagua le ſeguita del non conoſcere quanto male fia neluitio:Chi non conoſce quanto ſia peſtifero el uitio non lo fugge di che co/ ſeguita graue detrimento:& daqueito ne nafce unaltro piu graue perche nonlo fuggendo ne fa habito elquale uccide lani/ ma SI CHIO ueggia la porta di fan piero. Per quefto intendi lantrata del purgatorio.Imperoche Pietro cioe elfommo pò tefice e tutti efacerdoti equali hanno lanAorita di quello abfoluédo lanima dalla colpa lafanno habile apotere adare apur garfi & non effendo abfoluta farebbe dannata allinferno. Nemi pare che fi debbe intendere laporta del paradifo perche Virgilio difopra ha dimoftro nop eflere fufficiente a condurlo. ALLOR fimoffe:Danthe che e lappetito rationale & la ragione inferiore priega la ragione fuperiore che lo guidi alla contemplatione & allhora la ragione excitata dallappetite fi volge alla contemplatione & Dathe cioe cpfo appetito glitien drieto perche gli diuenta obbediente . n

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