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ELOGIO DELLA PAZZIA 55 Voglio dirvi una cosa, che voi forse a prima vista prenderete per una stravaganza ed una assurdità; ma che importa? Io non voglio però tacervela, tanto più che ella è superiore ad ogni altra verità. Ditemi un poco, non è vero che quegli uomini, i quali credonsi privi di sentimento, non hanno alcun timore della morte? E questo timore, per Bacco, non è un male indifferente! Di più sono esenti dai fieri rimorsi della coscienza; non paventano nè larve, nè ombre; non sono tormentati dalla perpetua prospettiva de’ mali; non sono lusingati dalla vana speranza di futuri beni: in somma i loro giorni non sono avvelenati da quella infinita serie di cure, a cui è soggetta questa vita. La vergogna, il timore, l'ambizione, l'invidia, l’amore, l’amicizia sono tutte cose a loro straniere; e godono l’incomparabil vantaggio di non essere diversi dalle bestie se non per la figura. Ma questo non basta; secondo l’opinione de’ teologi sono perfino impeccabili. Supposto questo, rientrate una volta in voi stessi, o insensati partigiani della sapienza; ponderate, esaminate attentamente quante afflizioni di spirito vi tormentano giorno e notte, riunite in un sol punto sotto gli occhi vostri tutti i diversi mali della vita, e giudicate finalmente da voi stessi, quanto sia grande la felicità che procaccio a’ miei insensati. Non godono essi soltanto di un continuo piacere. ridendo, giocando, cantando; ma sembra inoltre che la gioia, il piacere, lo scherzo, il riso seguano dovunque i loro passi: pare che gli Dei abbiano avuto la bontà di frammischiarli agli uomini per raddolcire la tristezza della vita umana. Vorrei che notaste ancora un privilegio, il quale assaissimo i miei sudditi onora. L’affetto degli uomini è vario rispetto a questi od a quelli; ma per i miei pazzi tutti gli uomini hanno piacere d’averii come se conoscessero che sono di loro appartenenza; si desiderano con trasporto, si abbracciano, si accarezzano, si nudriscono, si soeccorrono ne’ loro bisogni, si permette loro finalmente di dire e di fare tutto quel malanno che vogliono. Non solo non trovasi alcuno che ardisca di nuocer loro; ma pare che persino: le fiere, come per un naturale sentimento della loro innocenza, raffrenino