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Creator
Alighieri, Dante
Total Pages
638
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INCUNABOLI
inc_000010/0034
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Page 35 [35]
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CANTO, | "PRIMO fono illumiati.Ma allegoricaméte e Virgilio honore & lume de glialtri poeti pche tutte laltre forze dellanimo ® maxie efi enfi interiori benche fieno excellentiin coprehendere chome el fenfo comune & coporre & diuidere choime la fantafia a giudicare qual chofa fia da cercare & quale da fuggire come ela cogitatiua:& finalmente ritenere el giudicato chome e la memoria o muouere lanimo a confeguire guello che e giudicato chome e lapetito.Nientedimeno fe tali fenfino fono1l luminati dalla ragione ne poffono dal particulare uenire alluniuerfale ne eparticulart diftincuere altriméti che gliajali bru n.Adunque Virgilio e honore & lume de poeti pche la ragione illumina efenfi & fa che fono piu excellenti nellhuomo che ne bruti Ma perche queſta oratione laquale fa Danthe a Virgilio e molto ornata & accomodata alla pforia:alluogho:al tepo:& alla chofa:fara utile & gioconda chofa alluditore dimoftrare con breuita el {uo artificio. Et prima effendo tre ge neri di caufe:demoftratiuo:& deliberatiuo & mdiciale:quefta cin genere deliberatiuo. Il chui fine eo piùadere la chofa co me utile & honefta:o diffuaderla chome in inutile & in honetta. Vuole el pocta pfuadere a Virgilio che lo difenda dalla lu pa:Et fa el pricipio el quale ha forza di proemio. Ogni fcriptore fingegna nel proemio farfi lauditore o attéto:0 docile:o beniuolo.Ne diremo al prefente dellatentione & della docilita:pche in fintierofa moltitudine di chofe e neceffario preter metterne molte fe nò uogliamo cheiluolume crefca in infinito . Acquiftiamo adüq; benmolétia dellauditorem moltimo dima maxie quando lo lodiamo dalchuna excellente uirtu:& p quella dimoftriamo ftimarlo affai:Et in quefta parte fem pre loderemo quella uirtu la quale a noi e utile che lui mottri nella noftra petiée. Come uerbi gratia e utile a cicerone fe uo Je obtenere la caufa che cefare ufi mifericordia inuerfo quinto ligario alquale difideraua che pdonaffi: Adiiq; lodala ma fuetudine & miſericordia di ceſare fopra ogni altra fia uirtu:chofi Danthe hauendo bifogno della do&rina & eloguéria di Virgilio loda lui da quella. O DE Glialtri poeti honore & lume.Ha infino a hora captato beniuolétia da Virgilio lodi dolo.Ma pchenel genere deliberatiuo doue addomandiamo alchuna chofa e neceffario dimoftrare quella effer facile uti le & honelta & potédofi neceffaria e da itendere che la petitionc fua côtiene che lo difenda da la lupa.I{che niéte altro con tiene fe no che Virgilio gli porghi tato lume della fra do&rina che lui no fia uino dallauaritia.Dimoftra quefto effer faci lea Virgilio.Imperoche fe la fua do&rina ha fato honore & lumea glialtri poeti potera fare quel medefimo a lui. Dipoi fu lapetitioe fua giufta dicédo.VAGLIAmi ellungo ftudio el gride amore.Imperoche richiede fomamite la giuftitia che fauoreggiamo & aiutiamo ggli cquali fono ftudiofi di noi & fomaméte ciamano.Et finalméte captato la beniuolétia : & dimoftrato la facilita & honefta della chofa uiene alla petitiée.Et quefto bafti adimofirare lartificio della oratice. VA glia mi ellungo ftudio:ifieme capta bemuolétia chome gia ha captato & dimoftra la petitioe honeſta chome habbiamo detto Ma anchora infegna el modo a chi unole diuenir do&o.[mperoche nò folaméte bifogna ſtudiare ma ſtudiare lungho té po-Perche legridi & molte chofe nò fi pofffono itendere ipochi mefi o anni:ma richieggono lungo & diuturno fpatio On de filaméta nel fio pricipio de gliaphorifmi Hippocrate chelarte e lungua & lauita e brieue:& lo experiméto fallace : Et Theophrafto dif cepolo dariftotele {1 doleua che lanatura haueua céceduto lungho fpatio alle cornacchie: & allhuomo che p lo igegno potrebbe molte chofe apparare brieue uita era attribuita:Et el'petrarcha.Ma el tempo ebrieue & noîtra noghia cluga Veggiamo adunqg effere neceffario lo ftudio achiuuol fapere.Et intédi che niéte altro e ftudio che una fer uente & affidua adplicatide danimo alla chofa che defideriamo fapere.Adtique ftudiare etenere lanimo fempre occupato & intéto a quella chofa che cerchiamo cognofcereEt pche queito nofi puo fare fanza gran fatica & fudore & uigilia doue famelticro lafciare molti dile&i & piaceri: anchora molte utilita nò fopporterebbono gli huomini quelti affanni:fe non fullino accefi da uno ardétiffimo amore della do&rina laqualecercano:perche e nero el prouerbio chelaniore ne porta el fafcio.Ilpche intédendo Dathe tutte quefte chofe No dixe folaméte Vagliamilo ftudio:ma arrofe Ellagho.Etpche gli affanni delligho ftudio né fifopportano fenò ue amore né. mediocre aggiife EL GR Ande amore che mha fa&o cercare el tuo uolume:pche folo lamore Tha fa&o costante & patiéte a fopportare fame:fete.fonno:caldo:& freddo:lafciare idrie to molti piaceri.Lequali chofe n6 harebbe fopportate fanza lamore.EL Tuo uolume:Benche molte altre operette infua adolofcetia feriuefli Virgllio:Niétedimeno tre fono le principali buccolica:georgica: È encida. Delle due prime alchuna chofa atraxe:Ma leneidaimito i tutto:VEDI La beltia p chur io miuolfi:Quefte parole poffono muouere agran copaffio uc lauditore: Vedi la beftia:quafi dica Tumedefimo puoi cofiderare la ferocita fra & uedi che eflédo pfente couiene chio perifca fe el tuo'foccorfo né e pfto. Adiiquee honefta domanda. DIFENdimi dallei famofo & faggio:Faffello beniuolo chiamadolo famofo & faggio.Et parte dimoftra che e puo facilméte porgere la doétrina eflendo famofo & fagoio. Etin gfto modo fa facile la fua petitiôe. CHELA Mi fa tremare leuene epolfi. Vene fono glie done c el fangue.Ma alchune han no affai fangue & meno fpirito. Alchune hanno men ſangue & piu fpirito:& quefte i latino fono chiamate arterie ouero ue ne pulfatili:& noi le chiamiamo polfi pche pulfant.i.battono:Etogni nolta che habbiamo paura epolfitriemono.i. batto no piu {peffo. Adiique mi fa tremarele uene & epolfi.i.le vene pulfatili:cioe mi fa pauento. ; f Acile chofa e ipetrare le chofe giufte da giufti. Mofo adå A te conuîen tenere altro uiaggio que Vit gilio pe giuſti prieghi ditermina aiutarlo & dimo/ ; $ ; fra eſſerc ipoſſibile che poſh fuggirela felua p la uia della lupa p riſpoſe pol che lachrimar mi uide chet pofliamo uſcire della ignoratia & cecita delle choſe mod ae fe uuoi campar defto loco filuaggio, p la uia dellauaritia. Vogliamo Adare dalla felua cioe dalla igno . É ratia al mote cioe alla cotéplatice p la via della lupa cioe dellaua Che quefta beftia p laqual Le gride ritia:Ma qito cipoffibile pche cimpedifce el camio & ritienci ne non laſcia altrui paflar per lafua uta: defiderii dellericheze tatoche pria ciuccide chenoj poffiamo ar ma tanto lampedifce cheluccide: riuare al fine-Et iuero chieritéuto dalla lupa.llche nó e altro che Eth tal - - fare habito dauaritia Eflo habito uccide pche eluitio uccide lani/ tnanatura Li maluagia & ria mo X fpegneiquello ellume della ragione.Et fe alchito diceffiio chema non empie la bramofa uoglia: conofco che lauaritia ipedifce lädare Niétediméo puo lauaro dar > ; fitito i cercare thefori che lui diuégha ricchiffimo : Et chée & dop oel P aftoha più fame che pra + affamato poi cheeripieno di cibi e libero dalla E Chofi Es fui diuétato riccho no fara piu auaro.Ma libero dallauaritia potra falire almote.A che rifpode Virgilio che la natura del la naritia eno fi fatiar mai.Ma e fi maluagia & ria che mai no empie la bramofa cioe defiderofa & cupida uoglia. Ma dop po el pafto cioe,doppo le riccheze acqftate ha pu fame & fete del theforo che pria.Adig; il {peri uno auaro mai ſpegnere © ſatiarela ſua uoglia & glla fatiata darfi alla ne perche mai la fatia:Ma Gnto piu acgita piu defidera.Onde mai gli refta tépo adarfi alla cotéplatioe.Et dlo che áchora e peggio dallauaritia procedono molti altri uitii;egli in tutto lo rimuouono da ogni uirtu:p lagile fi pofl dare alla cognitiogdelle chofe celefte:Onde feguita +

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