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ELOGIO DELLA PAZZIA 45 savio certamente non è più uomo, ma sibbene un qualche Dio, che non è mai esistito, e che non è per esistere giammai. Parliamo più chiaro: ha fatto una fredda statua di marmo, priva del tutto d’ogni senso umano. Sia permesso a questi signori Stoici di godersi e d’amare senza contrasto il loro savio, e di passare con lui tutta la vita o nella città di Platone 6, se stimano meglio, nella region delle idee, oppure ne’ giardini di Tantalo (£). Chi mai può trattenersi dal fuggirlo come un mostro, e dall’averlo in orrore come uno spettro ? Ma eccovi il naturale ritratto d’uno Stoico: egli è sordo alla voce de’ sensi, non sente alcuna passione, l’amore e la pietà non fanno alcuna impressione nel suo cuore duro al pari d’un diamante, nulla gli sfugge, mai non si perita, la sua vista è da Lince, tutto pesa colla massima esattezza, non perdona cosa alcuna; trova in sè stesso tutta la sua felicità, si crede il solo ricco della terra, il solo savio, il solo re, il solo libero; in una parola, si crede ei solo il tutto; ed il più bello si è, ch'egli è il solo a credersi tale. Aver degli amici? Questo è l’ultimo de’ suoi pensieri; perciò non ne ha nessuno. Senza serupolo alcuno insulta perfino gli Dei, e condanna come una vera pazzia tutto quanto si fa nel mondo, mettendo in ridicolo ogni cosa. Vedete il bel quadro di quest’animale, che ci viene proposto come un compiuto modello di saviezza. Ditemi in grazia, se la cosa potesse decidersi coi suffragi, qual città vorrebbe un simile magistrato? Quale esercito bramerebbe un tal generale? Chi lo inviterebbe alla sua mensa? Anzi son persuasa, che non troverebbe neppure nè una moglie, nè un servo che lo volesse o lo potesse sopportare. E chi all’ incontro non. preferirebbe un uomo qualunque, tolto alla folla degli uomini stoltissimi, il quale, sebbene stolto, sapesse però comandare o ubbidire agli stolti, e farsi amare da tutti; e che fosse sopra tutto compiacente colla moglie, buono co? figli, lepido alle mense, socievole con tutti quelli, coi quali convive; finalmente che non si credesse straniero a tutto cid &) Cioè, negli Inferni. pr ; A zZ f, AL L t f / UZS % FA tt i 4