OCR
ELOGIO DELLA PAZZIA 43 un diverso personaggio; ciascuno eseguisce la sua parte sempre mascherato, fintantoché il capo de’ commedianti non lo fa discender dal palco. Questi tante volte fa comparire il medesimo attore sotto varie figure; colui che sedeva sul trono superbamente vestito compare poco dopo in figura di schiavo avvolto in miserabili cenci. Per dire il vero, tutto in questo mondo non è che un’ombra ed un’apparenza; ma questa grande e lunga commedia non può venir diversamente rappresentata. Proseguiamo: se qualche sapiente caduto dal cielo comparisse fra noi e si mettesse a gridare: «No, colui che venerate come vostro Dio e Signore (‘ non è nemmeno un uomo, non è che una bestia trascinata dall’ impulso dell’ istinto ed uno schiavo dei più abbietti, poichè serve a tanti vili tiranni, quante sono le sue passioni»; — se questo sapiente, rivolgendosi ad uno che piange la morte di`suo padre, lo esortasse a ridere, dicendogli che questa vita non è propriamente che una con tinua morte, e che per conseguenza suo padre non ha fatto che cessar di morire; se sdegnandosi con qualcuno di quegli sciocchi vanagloriosi della loro genealogia, lo trattasse da ignobile e da bastardo per essersi allontanato totalmente dalla virtù, la quale è la sola e l’unica sorgente della vera nobiltà; e se in tal maniera il nostro filosofo andasse parlando di tutte le altre cose umane, dimando io: qual frutto ricaverebbe delle sue declamazioni? Ei passerebbe senza fallo presso tutti per un matto e un furioso. Credetemi pure, che siccome non v'è stolidezza più grande di quella di voler esser saggio fuor di tempo, così nessuna cosa è più ridicola ed imprudente d’una prudenza mal intesa e inopportuna. Per verità, noi c’inganniamo a gran partito, quando vogliamo distinguerci dall’universale, e ri