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40 ELOGIO DELLA PAZZIA figlio, a consecrarsi agli Dei infernali? Qual prestigio trasse Curzio a precipitarsi nella voragine? Tutto fu opera della gloria, di questa dolcissima Sirena, che per altro vien condannata sommamente dai nostri savi. Imperocché esclamano costoro: E qual follia può darsi mai maggiore di quella di un candidato, che accarezza supplichevole il volgo per salire agli onori, e. che compera il suo favore a forza di liberalità; o di colui che accetta con viltà ed umiliazione gli applausi de’ mentecatti? di colui che si compiace delle popolari acclamazioni? di colui che lasciasi portare in trionfo come una statua per essere dal popolo osservato, oppure che stassi effigiato in bronzo nel Foro? Aggiungete a tutte queste pazzie anche quelle delle adozioni dei nomi e dei cognomi; aggiungete quegli onori divini che si prestano ad un uomo di nessun merito; aggiungete finalmente quelle pubbliche cerimonie, che si fanno per collocare nel numero degli Dei anche i più scellerati tiranni. Non v'è cosa più stolta di questa; e chi mai lo nega? Anzi un sol Democrito non basterebbe a riderne sufficientemente. Ma non è forse egualmente vero, che la Pazzia è stata la sorgente di tutte quelle famose imprese de’ prodi eroi, che tanti eloquenti letterati innalzarono fino alle stelle? Questa Pazzia è quella che forma le città; per essa sussistono i governi, la religione, i consigli, i tribunali; e non ho dubbio d’asserire, che la vita umana non è altro che una specie di giuoco della Pazzia. XXVIII Ma passiamo ormai a parlar delle arti. Chi mai spinse gli uomini a inventare, a tramandare ai loro posteri tante opere, per quanto credesi, eccellenti, se non la sete della gloria? Credettero questi uomini veramente stoltissimi di non dover risparmiare nè veglie, nè sudori, nè sforzi di fatica per procacciarsi una certa non so quale immortalità, che in ultima analisi non è che una bellissima chimera. Voi pertanto siete debitori alla Pazzia di tanti comodi, che già si sono intro