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ELOGIO DELLA PAZZIA 35 Ci vogliono degli uomini ben tarchiati e materiali, robusti ed audaci, ma di pochissimo talento; sì, ci vogliono appunto di siffatte macchine pel mestiere dell’armi, se per avventura non si preferisca un Demostene vestito alla militare, che, seguendo il savio consiglio d'Archiloco#appena vide il nemico, gettò lo scudo e si mise a fuggire a tutta possa, poco curandosi di mostrarsi con cid tanto vile soldato, quanto era eccellente oratore. Voi mi direte, che la guerra esige una somma prudenza: ve lo concedo, ma nei generali, e poi anche questa non è che una prudenza particolare, risguardante il mestiere dell’armi, e che non ha nessuna relazione colla sapienza filosofica. Quindi i parassiti, i lenoni, i ladri, i sicari, i villani, gli stupidi, i falliti, e in generale tutta la feccia del volgo, può aspirare all’immortalità della guerra assai meglio di quegli uomini che vivono giorno e notte assorti nella contemplazione. XXIV Volete un grand’esempio dell’inutilità di questi filosofi? Prendete l’imeomparabil Socrate, dichiarato dall’oracolo di Apolline il solo, Punico sapiente. Stoltissima dichiarazione! Non importa. Questo filosofo, avendo intrapresa non so qual cosa a pubblico vantaggio, dovette intralasciarla in mezzo alle risa universali. Pure quest'uomo non era del tutto pazzo, avendo costantemente ricusato il titolo di savio, rispondendo che un simil titolo era conveniente solo alla Divinità. Era pure di sentimento, che chiunque desiderasse di passare per savio, dovesse astenersi al tutto dal reggimento della repubblica; ma se avesse soggiunto che colui, il quale brama d'esser tenuto in conto d’uomo, deve astenersi da tutto ciò che chiamasi saviezza, allora avrei concepita di lui qualche stima. Ma, finalmente, perchè è stato questo grand’uomo accusato ai magistrati? Perchè fu egli condannato -a bere la cicuta? Non è stata forse la.sua sapienza la causa di tutti i suoi mali, e finalmente della sua morte? Mentre questo filosofo E