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ELOGIO DELLA PAZZIA 31 Non è egli forse, che fa comparir bello il suo a ciascuno, onde il vecchio è tanto innamorato della sua vecchia, quanto il giovane della sua donzella? Queste cose si vedono dappertutto, e dappertutto si deridono; ma sono appunto queste cose ridicole che formano il nodo principale della società, e che più di tutto contribuiscono alla giocondità della vita. XX Quel che abbiamo detto dell’amicizia, pensiamolo, e diciamolo pure con maggior ragione del matrimonio. Egli è (come voi forse pur troppo saprete) un nodo, che non può sciogliersi se non da la morte. Eterni Dei! Quanti divorzi non seguirebbero, fors’anche cose assai peggiori del divorzio, se l’unione dell’uomo colla donna non fosse sostenuta, non fosse alimentata dall’adulazione, dalle lusinghe, dalla compiacenza, dalla voluttà, dalle fallacie, dalla simulazione, tutte mie seguaci e mie ausiliarie ? Ah, quanti pochi matrimoni si farebbero se lo sposo prudentemente investigasse a quali giochi si dilettasse già molto prima delle nozze quella che, al vederla, sembra il ritratto della riserbatezza, della pudicizia e della semplicità! Minori ancora sarebbero i matrimoni che durerebbero, se i mariti per negligenza o per balordaggine non ignorassero la vita segreta delle loro spose. Questo suol trattarsi di pazzia, e ben a ragione; ma è appunto questa pazzia, che alla moglie rende gradito lo sposo, e allo sposo la moglie; che mantiene la domestica pace, e l'unione del parentado. Si fanno le fusa torte ad un marito? Dappertutto si-ride, e chiamasi becco; e il buon uomo intanto sta tutto intento a consolare la sua cara metà, e ad asciugare co’ suoi teneri baci le simulate lagrime dell’adultera sposa. Ma non è egli assai meglio ingannarsi in tal maniera, che rodersi dalla bile, strepitare, metter tutto sossopra, inferocire, abbandonandosi alla funesta gelosia ?