INTRODUZIONE XXIII catalogo della Biblioteca Nazionale di Napoli trovo segnato tra parentesi, accanto alla data topica di « Amsterdam », quella di « Napoli», si potrebbe congetturare (posto che la notizia di quel c catalogo venga da esatta informazione e non sia cervellotica) che l’autore fosse un italiano del mezzogiorno. Questa traduzione di ©. C. è ‘rimasta fondamento di tutte le posteriori edizioni italtane dell’ Elogio della pazzia} e anzitutto di quella di « Milano, 1819, dalla tipografia di Vincenzo Ferrario ». Il curatore di questa edizione, ricor. date le tre versioni dell’anonimo di Basilea, dell’abbate R. P e di.C. C., della quale ultima dice che « non è troppo purgata e contiene diversi errori», aggiunge: « La presente edizione, la quale non è che una ristampa della terza sovraccennata, è stata però di note interessantissime accresciuta, colla maggiore diligenza ripulita e corretta sopra un’eccellente edizione latina di Basilea del 1676 » Ristampa materiale di questa edizione del Ferrario è quella con la data di « Brusselles, tipo-< grafia della società belgica, 1842 », formante il volume x di una Scelta di autori classici italiani e stranieri, in versi ed in prosa; e forse anche le altre due, che non ho viste, di Milano, 1850, e di Livorno, G. B. Rossi ed., 1863, la quale ultima ha per titolo: Una gabbia di matti è il mondo tutto, ovvero elogio della pazzia) Ma è da notare, sulle altre, ledizione che nel 1863 Eugenio Camerini curò per la Biblioteca rara del Daelli (vol. xvi) (‘), nella quale professò di riprodurre l’