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INTRODUZIONE XV limato nè molto terso. Orlando furioso diletta il volgo, ma molte volte manca di giudizio e nelle adulazioni si perde. Il Cortegiano è lombardo, e l’invenzione da altri è tolta. Il Serafino, con alcuni altri che già furno in pregio, sono umili e bassi, e a pena meritano d’esser letti; delle nove lettere del Trissino e delle invenzioni dell’ Unico si ridono, dell’ Aretino dicendo non essere arguto se non in pungere, quando non gli è turata la bocca con qualche presente. E, per non dir di tutti, penso che se il proprio Manganello ritornasse con quel suo frate tedesco che l’avea, che parea un piè di trespolo, che a pena secondo il loro desiderio potria loro sodisfare ». E, toccato dei pedanti latini, dice che a quei tempi era sorta un’altra specie di « grammatici volgari»: «Questi nostri chi non scrivesse strumento per istrumento, aldace per audace, menomo per minimo, segredario per secretario, ufficio per officio, Giulio per Julio, Hierolamo per Hieronimo, eglino per essi, quinci per quindi e qui, e simili altre ineptie, lo riputeriano per ignorante; ed avendo copie de belli ed eleganti vocaboli, come alle volte far si sòle, cercan pascersi di ghiande ». Questi piccoli saggi bastano anche a mostrare che si tratta di cosa affatto insulsa. Anche i Colloquia familiaria ottennero una completa traresone {7 d’Erasmo » ('), e la seconda, che si dice riveduta e corretta, ner 1549, presso lo stesso editore, il quale nel frattempo aveva italianizzato il suo cognome francese di Vaugris in Valgrisi. Del traduttore, Pietro Lauro, parla assai male il Castelvetro, in certe sue note manoscritte riferite dal Tiraboschi (°); affermando, tra l’altro, che «sosteneva miseramente la sua vita con tener scuola privata ed insegnando le prime lettere a’ fanciulli in Venezia, e, quantunque fosse fuor di misura ignorante, ardì di volgarizzare Columella e simili autori latini». Certo è (1) Si veda il Supplément au Manuel du libraire del Brunet, 1, 457. (2) Biblioteca modenese, 111, 76.