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3 i me di se ftesso , e di. lor eccellenza, fi: ÇUro . ; i à Finalmente, poichè fta la felicità primamente nel volere ed: amar d'essere qual tu sei, è ella quefta in accorcio l opera della mia Filavtia; talche , grazie a lei, miun wha, che fia discontento del suo personale, di suo ingegno , di suoi natali ; niuno cangiar vorrebbe di luogo, di profeffione , di patria, nè | Irlandese farfi Italiano, nè il Trace Ateniese, nè lo Scita cittadino dell’ Isole fortunate. O veramente la fingolar provvidenza ed attenzio. ne della Natura, a tener in bilico la bilancia in tanta diverfità , e discrepanza di cose ; che dove, e con chi ha ella scarseggiato de’ suoi doni, vi compensa poi con maggior dose di, Filavtia! Ma che m’usci mai di bocca! che scimunità! E non è quefto ancora un suo dono., anzi de suoi doni il maflimo?? .. Che. dirò poi, per tirar avanti nel mio as.sunto, che non tentali impresa di conseguenza se non di mia ispirazione, ‘e, indirizzo? che senza il mio magiftero niuna dell afti, e scienze che il Mondo. illuftrano, fiorirebbe , uè sarebbe in piedi? ad una ad una le partite.: > senza contesa la guerra, quel felice campo d’ ogni più sublime, e gloriosa azione, Or v’ ha pazzia di quefta pid assurda, di suscitare ed imprendere, | e Dio. sa poi iper che, un contralto di tal natura, in cui l una Pato A . Pal