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47 quel Bacco , se non perchè scioperato sempre , ‘e schivo del minimo penſiero, e tutt’ affatto alieno da quella Pallade che ‘fa profeſſione di risetva e di gravità, ad altro rion atferide , eh’a bagotdi , a crapole, a danze, a feltini, a paffatempi d'ogni fatta, vivendo tra queſti il suo tempo, tibriaco e pazzo le ventiquattr’ ore della giornata ? e tanto non gli cale d effer detto, e teñuto saggio, che tutti 1 suol sagrifizii son mattezzi , (1) e ftravaganze, senza il minimo ordine, o buon serso; e d? quelli eì gode eſtremamente e fi complace : nè chiamafi punto offeso di quel motto di che viene onorato , Morycho ftultior, originato da ciò, che ftandofi egli sdraiato alla soglia. del suo tempio, i vindemiatori, €i campagnuoli pallandogli d’ avanti solcano ints triderlo di mofto, € impiaftricciarlo di freschi fichi scofacciatigli sul viso, e per la vita; con soperchia licenza veramente, € con creanzada villanacci; ma egli quel nume fatto alla buio» na nen solo che non sel’aveva a male, se ne traftullava anzi, e ne rideva saporitifli mamente . Forse mi direte ch’ era queſti un Dio che contara molto poco, poichè non v ha sarcasmo che l’ antica commedia (2) non gli abbia vibra