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T Dio il giovare ad altri, e se a buona ragione pré luogo nel Senato deg i Da gl inventori ( 1) del vino e del frumento, e chi P una comodità o l'altra suggerì a’ Mortali, come non venir io confiderata, € preconizzata per la prima tra’ Numi, io, che sola ogni “bene ad ognuno a larga mano dispenso? E a provar con ordine il mio affunto: evvi di più prezioso ; e di più dolce della vita? e quefta è forse un dono di cui se ne deggia ad altri l’ obbligo ch'a me? Che davvero nè Vafta dell’ armipotente Pallade; nè T egida del fulminante Giove vagliono un pelo quan: to al produrre e propagginare luman Genete. Anzi quell’ iſteſſo Meſſer Tonante, quel .. Deum Pater (2), atque Hominum Rex, gui totum nutu (3) tremefattae Olympum . convien , se gli aggrada, che metta giù il trisulco suo telo e quel torva, e macftoso cipiglio con cui gli Dei tutti come gli è in piacere fa scompisciar dallo spavento, e come un bell’ arlecchino fi mascheri in tutt altro che (1) V. in Lucrezio L s. v. 13. Confet enim divina aliorum antiqua reperta ec. (2) De’ Numi il padre, e de' Mortali il Rege. È (3) Che tutto tremar fa l Olimpo a ur cenno .