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friilla, senza tanto lambiccarmivi il cervello; è però tanto più soda; e verace. Nè ciò prendete per ùn fafto d’ oe ed elogüenza, come volgarmente han gli oratori in uso; i quali , come ben v' è noto, dopo avere ftentato sopra un’oraziore trenta sodi anni; @ dopo rubacchiatala ad altri, han I’ impudenza di spacciare che l'han. tirata giù così per gioco, o dettata in non più che. tre dì: Oh a me poi è piaciuto sempre di dirla’ come la mi fta in zucca, e come mi vien sot. to la lingua . E per farmi da capo, fon fia chi qui š aspetti che all’ usato metodo de’ Rèttori volgati faccia io di me definizione, molto meno che premetta divifione; cose per me di pelli mo augurio entrambe. Poichè cosè definire? è circoscrivere l’idea d'una cosa entro certi giusti confini. cos è dividete ? smembrate in più parti; e he. kun nè l alkro d me convienfi ; così eftesa e incircoscritta eflendo la divinità mia quant’ è l’ uman genere intero, ed eſſendo tutto in Natura generaliffimamente d'accordo per farmi valere quella che sono. E poi, che accade divifione? sarebbe ella quefta quafi un’ ombra o imagine di me ſtella, quando son qui io sotto a’ voſtri occhj tutta intera e reale qual sono ed efifto. Eccomi, Voi pur mi vedete; quella vera largitrice di tutti i beni, che preſſo gl’ Italiani corro sotto il