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22 laddove pria di vedermi ve ne ſtavate tutti inelanconici e pensofi, come teftè sbucati della grotta di Trofonio . (1) Sicchè di vero , e fuor d’ iperbole, come avvenir veggiamio al primo moftrare al Mondo il suo belliffimo ed aureo viso il Sole, o quando dietro all ispido ver: no da blandi e soavi Zefireîti corteggiata riede Primavera, e nuovo prendon le cose aspetto, muova luce e colori, e tutta ringiovenisce ad un certo modo la Natura: così Voi vedutami appena carigiafte immantinente d’aria e di sembianti. Oad è che quel che i gran Rettori (eM ottener vagliono a ftento per iftudiato faricofiflimo sciloma (2); cioè. di sgombrar l'animo dell’ affaunose cure; I- ho io col sol presentarmi ottenuto. Ma a che propofito in quelto a me insolito amese ( 3) e corrédo mi moftri io in pubblico , lo verrete Voi ad intendere, se tedio non vi fia Dar attento orecchio; non quello onde ascoltar fi sogliono nell’ adunanže (1) Proverbio de’ foverchio triſti, € maminconiofi. Dice Syida che in Lebaida in una: tal grotta, detta di Trofonio, ſi rendeva oracolo ; e che quei che v' entravano ne venivan fuori fquallidi; e mezzo morti. (2) Zunga diceria. (3) In abito e abbigliamento da pazza.