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m T to, che ripugnò anco a’ premurofi inviti e di Francesco I., che in. preferenza del famoso Bu: deo lo chiedeva ad una cattedra nel Collegio reale da se iſtituito, e d’ Erneſto di Baviera che lo. voleva ad Ingolftad . Moltiffimo onore, e fama gli acquiſtarono le opere che andava intanto scrivendo : ma alcune gli fecero anco de' nemici, ed allarmarono il zelo de'pii, sovratutte i suoi Colloquii ne quali di vero non fi ravvisa. Erasmo pel buono ed edificante teologo e.asceta ch? egli era ; tanto quivi in termini ed ‘espreffioni in. decenti parla degli abiti religiofi, de’ voti che fi fanno a Santi, e d'altre fimili delicate mates rie ; onde è che diffidarono alcuni di sua ortodosfia, e meritò egli delle rigide censure per par: te della teologica facoltà. Fu egli di ciò pe» netrato al vivo, tanto più che in suo cuore era veracemente cattolico, e profefavafi efter. namente tale a tutte pruove . In fatti comin ciando a que’ dì Lutero a farli del partito per la sua nuova erefia, un degli amici d’ Erasmo ( Melantone) eflendovifi per sua disgrazia im: Raniato, s’ adoperò atrascinarvi ancor lui: ma il noftro buon Cattolico ben lungi dal volerfi sentir parlare di Lutero, la ruppe anzi coll’ amico, per aborrimento all erefiarca apoftata e a suoi scandali . Incredibili furom gli onori che la sua erudizione e dottrina, e le sue opere gli partori4 ro