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—— OS f di libertà, e niente portato a certe olervans ze , gli fecero ftudiar seriamente una ftrada y onde uscirne con decoro; quando il Vescovo di Cambrai per la celebrità del di lui nome, lo volle compagno di viaggio a Roma; e ot tenutane licenza da’ Superiori, traflelo di Convento al suo palazzo. Svanito il progetto del viaggio , noiofli Erasmo di quella monotonia e solitudine di vita con Monfignore, e gli fe intendere che sarebbe a se utiliffimo il portarfi a Parigi, a perfezionarfi nelle scienze . Aderì il Vescovo, con promeſſa anco di penfione, che non fu mai pagata. In Parigi andò egli dritto al Collegio di Montaigù, ove gli fi era procurata una ſtanza: ma vi fi trovò si mal allogato, che ne scapitò di salute, senza mai più riaversene intera. mente infin che vifle. Convennegli dunque per provvedere alle sue neceflita dar delle private lezioni, che gli fruttaron tofto, e credito e lucro, quanto gli baftava. Tl Conte di Monioye gentiluomo inglese adocchiatolo che languiva in quel noioso fato, il seppe tanto con obbliganti modi prendere, che sel tirò seco, e lo fe trattare con ogni riguardo , e alla grande. Ma sconcertatiflimo come trovavafi di salute, fu aftretto a refticuirfi a Cambrai, a speranza di ricuperarvela: c la ricuperò in paite, non quivi, ma a Bergues, ove P invitò in sua casa M. Jacopo Baltus. Quivi acquifts anco Ia 3 be