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38 ELOGIO DELLA PAZZIA para a sue spese, ed apre gli occhî dopo è fatto. Due cose principalmente impediscono all’uomo di ben conoscere quanto gli si presenta da fare; una é la vergogna che accieca la mente, che agghiaccia il coraggio; l’altra è il timore, che mostrando il pericolo fa preferire l’inazione all’impresa. Ora è proprio della Pazzia il togliere di mezzo tutte queste difficoltà Pochi sono quelli che conoscono quanto sia necessario per far fortuna il vergognarsi di nulla, e l'arrischiare ogni cosa. Voglio farvi ancora osservare, che colui, il quale preferisce quella prud nza, che è fondata sul giudizio delle cose, è ben lontano dal possedere la vera prudenza. Tutte le cose umane hanno due aspetti a guisa dei Sileni d’Alcibiade (1), i quali avevano due volti affatto opposti ; perciò tante volte quello, che a prima vista sembra morte, osservato attentamente è vita; all’incontro quel par vita è morte, ciò che sembra bello è deforme, ciò che par ricco è povero, ciò che sembra infame è glorioso, quel che par dotto è ignorante, quel che sembra robusto è debole, quel che par nobile è ignobile, ciò che par lieto è triste, quel che sembra favorevole è contrario, quel che pare amico è nemico, quel che sembra salutare è nocivo; in una parola se si apre il Sileno in un momento si cambia la scena. Vi sembrerà forse ch’io vi parli troppo filosoficamente ? Ebbene mi spiegherò con maggior chiarezza. — Voi tutti siete persuasi, che un re sia molto ricco, e che sia il padrone dei suoi sudditi; ma s’egli ha in petto un cuor brutale, se insaziabile è nelle sue brame, se non è mai contento di ciò che possiede, non mi accorderete voi che sia miserabilissimo? Se si lascia trasportare dai suoi vizì e dalle sue passioni, non diviene egli uno schiavo dei più vili? Potrebbesi ragionare nello stesso modo su tutte le altre cose; ma basti quest’esempio. E a qu:le oggetto, voi mi risponderete, ci dite questo ? Abbiate un po’ di pazienza, e vedrete ove vado a colpire. Se avvicinandosi qualcuno a un comico mascherato, mentre eseguisce la sua parte, ientasse di strappargli la maschera per iscoprîre il suo volto agli spettatori, non isconvolgerebbe costui tutta la scena ? Non meriterebbe costui d’essere scacciato a sassate come un (1) I Sileni d’Alcibiade erano Satiri vecchî; e chiamavansi Sileni, perchè s’aggiravan intorno al torchio: chiamavansi an» cora con tal nome coloro, che premevano le uve. Colui che noto è cotanto sotto il nome di sileno è stato il precettore di Bacco Chiamavansi pure Sileni certe statue ridicole all’esterno; ma che internamente rinchiudevano delle imagini divine. Alcibiade spiritosamente loro paragonava Socrate, il quale era goffo e stupido all’esterno, ma rinchiudeva un'anima divina.