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i | b eolmo. Untalerror di mente, waned certo segnalato dono degli Dii lo bramò Cicerone, scrivendo ad Attico, affine di perdere il sentimento de’ gravissimi mali, che lo affliggevano , allorchè la tirannide distruggeva la libertà della Repubblica. E perciò a ragione si doleva cogli amici quel Gentiluomo d’ Argo appresso Orazio nell’ Epistole, che lo avessero fatto medicare per guarirlo d’una tale Insania. Ritornato, che fu in se, sentite come espresse i suoi giusti rammarichi : Pol me occidistis amici, Non servastis , ait, cui sic extorta voluptas, Et demptus per vim mentis gratissimus error. E per vero dire spropositavano essi, e più di lui avevano bisogno dell’ elleboro , mentre stimavano , che una sì felice, e gioconda Insania, come una qualche malattia dovesse curarsi cogli sciroppi. Adunque chiunque sbaglia nel giudicie dell’ animo, e del suo sbaglio gode e dilettasi , questi Si dice d'una tale Insania esser fatto partecipe: e così per esempio se alcuno , quando sente ragghiare un asino credesse di sentir cantare uno de’ migliori musici; o se qualche spiantato nato di bassissima condizioc2