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Autore
Alighieri, Dante
Pagine in totale
561
Collezione
INCUNABOLI
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CANTO SECONDO fono propriidelanimocome maximamentee Ja beatitudine nongli poteua dare eflendo lui gia dinatoallimbo Promette aduque folo quello che puo fare.cioe dilodarfidi lui apreffo di dio.IIche debba efferegrato a ogni ani/ ma in qualunque ftato fia.Et meritamente fi puo lodare beatrice di Virgilio: cioela theologia chriftiana de le do” ctrine degentili, Imperhoche non obftante fia de le cofe riuelate da lofpirito fanéto oacquiftate da theologi per | Jaiutorio di dio.cioe de la trinita & dela diftinAioneditre perfonein una effentia.dela incarnatione del uerbo. Dela redemptione delhuomo:& di molte altre cofe.Nientedimeno grideaiuto i molti luogiha datto loro la do etrina de gliantichi,Onde f{peffeuolte fono allegati non folamente da gli altri dotori.Ma anchora da Paolo appo ftolo.Imperoche non fuggi la familiarita di Seneca:& approuo in moltiluoghila fua doctriua. Et {criuendoagli atheniefi di dio:& cheno in dio uiuiamo.in dio ci moutamo:& in diofiamo : aggiugne comealchuno de uoftri philofophihano decto:Et feallegoricamente intendiamo Virgilio per lamente fuperiore:laqualee excitata dala theologia : & da la gratia cooperate ealleigran premio che dio intenda che epfa non ripugnia tale inftincto,&a ta le enocatione perche per quefto merita cheidiola facci beata, r) Eferife Virgilioa Dante le parole lequali lui rifpofea beatrice. O donna diuirtu fola per cul NO A de si LAST na contiene in fe qualche u - i - = . tudala theologia labraccia tutte.Iniperochene precepti pequali cÈ lIhumana ſpecie i cede OSI COtents "dala regola del ice fecondo idio i De den qe Jul = ei dal ciel che ha minorili cerchi fuoi —8&:temperatiacontuttelefpeciedi ciafcheduna,& quefte fono le uir Tito magtada eltuo comidaméto tu E pier pos i DE fono,pprie Bid: - : di uirtu de theologia.Et fimilmente ne le cofe paculatiue non preter/ che lubbidir fe si fuſli me tardi _. mette alcuna uru intellectiua che fono.In cio circa pun, plu note huopo aprirmi eltuo taleto pii Scientia circa le conclufioni:& Sapientia laquale abbraccia in fe Madimila cagione che nonti guardi la intelligentia e Ja pe fa u terza n fopra quelle due. Ad NE = ue ueramente fi puo chiamare donna di uirtu : per cui cioe per de non fender qoo Sasi queſt ee iaquale.LHVM ANA {petie.cioe lnumane gen eration EXCEDE de lapio luoco oue tornar tu ardi Vince & trapafla OGNI contento.di quel cielo che ha minori ecer chi fuoi.Quefto e el cielo de laluna:elquale effendo lultimo: & piu apreffoalaterra che fa centro a cieli conuien che fia minore Ognicontento cioe ogni cofà che e contenuta dal cie fo dala Innaingiu.Imperoche da la luna in giunone creatura fenon Ihuomo laqualefia capace de la cognitione di dio.Ne laquale confifte la beatitudine.Et rale cognitione confeguita Ihuomo perla theologia. Adunque ecagi one la theologia che lhuomo avaziognaltra creatura che fia focto la luna, Et rectamente dixe che Ihuomouince tutte le creature dal cielo dela luna in giu, Imperoche fee ueraloppinione de peripathetici.che ogni {pera habbi elfuoagnolo chela uolga Ihuomo non uinceJe creature che fono dal cielo dela luua in fu.Imperoche gliägeli han mo magiore cognitione dele cofe diuine che no. TANTO magrada.me grato & mi piace quello che tu mi coman diche quädo io tubidiffi in quello ftante chetumicomandi iogiudicherei che fuffi tardi Adunque non te huo/ po cioe bifogno + Huopoin lingua anticha fiorentina fignifica bifogno & meftiere + Cofi nel primo del paradi/ fo: Mahorc6amendua me huopo entrare nellaringo rimafo.Ete derivato dal nomelatino opusaprire moftra/ re & manifeftare-EL TVO TALENto la tua uoglia:Et in quefto ternario alegoricamente fi dimoftra che la ragi one fuperiore nelhuomo exci tata da beatrice ilche fisnifica la more de la theologia moffo da la gratia preuenien’ te & cooperate ſubito fi difpone a ubidire, MA DIMMI la cagione che non tiguardi.Muoue un dubio pel quale fecondo la fententia li@terale ficerchacome uno fpirito beato uoglia uenire di cielo doue e la fua beatitudine nel limbo doue e priuatione di beatitudine, Etfecondola legoria ficerca come dio fi degniche uno peccatore.elqua/ fe la lupa habbigia molto in fuga fia illuminato & excitato da lamore de la theologia,.& de la gratia gia dea non Jo meritando.Ma ogni uolta chelhuomo faccorsge de lo errore:& col fuo libero arbitrio delibera ufcirne : la diui/ na gratia foccorre a la fua buona uolunta. DE LO fcender qua giu in quefto centro:cioe de linfimo de la terra el/ quale come dicemo difopra ecentro. DA LAMPIO luoco.cioeamplo & fpetiofo.Impero che lultimo cielo per effere piu lontano dal centro conuieneche dicircuito anzi tutti glialtri inferioria lui: DOVE tornar tuardi.Tu defideri.Imperoche ogni gran cupidita:& uoglia eardore danimo, Onde & Virgilio dixe. Ardet abirefuga cioe uehementer cupit:Et feguita la rifpofta di Beatrice. Nduce Virgilio a mouere quefto dubio a Beatrice :perche ben Da poi tu uuoi fapere chotãto adentro ae a ae n noto la si ES e la ot de 3 “e io entili non la conofce per tutte le fue parti. HE tu uuoifape/ dirocti brieuemente da rifpofe fe cotantoadentro: Bie cofenon ma E a ogniuno ma ah perchio non temo di venir qua entro Fra lequali nonead fufficientia humana fcientia fanza reuelatide Temer fi dee di fole quelle chofe o infpiratione diuina .DIR OCTI brieuemente.Perche afircctando ehano potentia dae luae lo epfa che andaffial foccorfo di Danthenon douea ritardarlocon = lungo fermone.Diceadunqueio non temo ſcender qua giu perche dellaltre no che n6 fon paurofe non dobiamo temere fe non lecofe che poffono nocere, Ere fenté/ flo fon facta da dio fuo merce tale tia quefta optima & da notarla, Perchegranda ignorantia acciecha chelauoftra miferianon mi tange glibuomini da laquale procede che fpeffe uolte ftimando noi non ; Í CN: effere male quello chee male non lo temiamo:& portiancifiin cau/ ne fiamma defto incendio n6 maffale tamente che non apparecchiamoalchuno remedio a quello che fpe fo fi potrebbe riparare.Et cofi per loppofito non confiderando cou diligentia a la natura de lecofe temiamo quello che non e da ter mere. Il perche uiuiamoin affidua anxfeta & affanni, Et fpeffo fuggiamo le fatiche: &gli ftudii laboriofi «ele cofe honefted] chee noto a Virgilio:Ma nongliera perfeRamente noto quelloche fegue; Et perho aggiugnee

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