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1484_007_I_015

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Autore
Alighieri, Dante
Pagine in totale
561
Collezione
INCUNABOLI
inc_000007/0049
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INFERNO ; k . effere di cofen6 corporee:ma fpirituali:&ecortefe lor dite milodero fouéte allui mee luieqlloche ci un ogni von doctrina. Aggitigne diro tacettealhora ct poi cominciai 10 ma di Virgilio haa durare quato el mondo:pche la fama dela doétri nahdanan6haaeflere eterna come la cognitiôe dele cofe celefti, LA mico mio et n6 della uétura. E uera amicitia di colui elqleama lamico:& n6 la ſua felicita:pche fono moltichece mele rddine uengono laftate & fuggono el uerno,Cofi epfi metre cheallamico dura la ſtate dela profperita {epre glifono ditorno.Ma quado uieneel uerno cioe alcuna ac deo ae lafciano:come laſcio Polyneftore Pri amo. Adunque bene dice Beatrice che Date eamico fuo:& no de a ua felicita:pche moltiarmano Beatrice cioela doctria dele cofe diuine:né p lei ne p hauer ĝlla:ma p en E & fee mOdana:& richeze & digni ta.Lequali cofè fon beni di fo rtuua. Aduque ndamano er la do onn uma R diuétono grandi theo/ logi nò per emédare eloro errori c6 quella doctrina laquale SRE de si Ond a aquelloci adiriza Ma per côfeguirne honori& dignita:& diuétare uefcouiarciuefcout & cardinali On te quefti nō fi poffono dire uirtuofi perche nō cercono la uirtu per uoler quella:o uiuere fecGdo quella.Ma per diuétarne o famofio potétio ricchi, Onde Iouenale dixe.Quis enim uirtutéampledtitur ipfa premia fitollas? Et concludédo fecondo la diftinétide de facridoctori Alchuni difiderano fapere folaméte per fapere & quefta ecuriofita. Alchuni per cffere fauutisief fere famofi& reputati:& quefta euanita,Aleri per guadagnare:& quefta e auaritia Alchun; pe edificare fe medefi mi & anchora glialtri:& quefta e uera carita.Et quefti fono amici di VEDE & né dela fortuna & fellicita che da lei pcede.De primi tre feriue Salomone nela fapiétia. Vani funt oés omines in quibus non eft fcientia dei.Etne Jo ecclefiafte.In raulta fciéria é multa indignatio De gliultimi fimelmete parla nele fapiétia dicédo, Dedit illifcié rid factora:& honeftauitillui laboribus.Adtique Beatrice dimoftra che Dathe edi quegli che ama:et cercha lado ctrina fecõdo quefti ultimi’ Oueraméte pofliamo dire lamico mio & no dela uentura «Perche Dathe fuamico de Ja do@rina divina Ma la fortuna gli fufepreaduerfa come uediamo nela uita fua.Ilche el piu dele uolte interuie/ nea docti.Oude Ariftotele nel libro dela buona fortuna dice.Douee molta uirtu iuie pocha fortuna, Niétedime nola prima fententia quadra meglio in qnefto luogho. E IMPEDITO dile feregia decte nela piaggia dele uir tu DESERTA: abbandonata yu pochi come ee = ee e È per pauwe ini 1 effereaiutato:perche non uoltaua dal uero camino per malitia:ma per paura:cioe per fragilita: perlaquale Ihuo e Fan di maggior c6paffionale ET TEMO che n6 fia gia fi {marito chio me fia tardial fue le uata.Intédi { thofchano che fmarita fe chiama quella cofa laquale benche non fi truoui. Nientedimeno quando che fia fi debbe ritrouare.Et perduta e quella ne che fi ritroua:ne fi ritrouerra,Preterea chi fi rivolta dala uera {tra da:che guida a faluatione ua per !a uia de uitil:che menonoa perditione.EI peccare noftroe in tregradi.Imperho che prima nafce lo iniquo penfiere:& el dirizarfi el uitio.Secondariaméte e fermarfinela captiua cogitatione:& fa re frequéteméte operationi uitiofe. Nel terzo e per le frequéti operationi efferfi rantocon ſtabilito nel peccato che gia frequéti acti habbino faéto babito.Onde el propheta nel primo pfalmo dice.Beatus uir quinôabiti côfilium impiorum :& in uia peccatorum non ftetit:& in cathedra peftilentienon fedit, Cheea dire Beato Ihuomo che non ua nel cOfiglio deglimpii:cioe che non prende catriuo configlio neloperare-Dipoi & nela uia de peccatorinò ftecte:che fignifica gliacti & Joperationi:& nela cathedra della peftilentia non fedecte ideft non fece habito nel ui vio, E adunque prima el uitiofo propofito.Dipoi ladto: & loperatione. Et ultimamente Ihabito, Ne primi duoî non elhuomo perduto perche puo ritornare ala uera uia Mae fmarrito perche prima che torni non fi ritruoua Nel tetzo e perduto perche come dice Ariftotele.Chi ha facto habito del uitio e impoſlibile o molto difficile che fene rimangha.Et per quefto dice Beatrice:& temo che non fia gia fi {marrito:cioe che non habbia facto fi freque tiacti che gia n6 fia preffo alhabito. Ilche fe fuffi Iauto farebbetardi. PER Q_ VEL chiohodilut nelcieloudi to. Queglichefono beatiper lauifione di dio uegono indiocomein uno {pecchio tutte le cofe.Adunque Bea’ trice afferma hauere udito quefte cofe di Danthe in cielo, HOR muoui & con la tua parola ornata. Due coſe ſono neceſſarie nelo eloquente:copia: & ornato di parole:& grauita di fententie, Adunque pofeluno & laltro dicendo con la parola ornata:cioe con eloquentia: & concio che fa meftieri:cioe con quelleargumentationi & ragioni che fono dibifogno, Et fe confideriamo a Virgilio optimamente dixe.Con la tua parola ornata: per” chee poeta ripieuo deloquentia & di dodtrina.Et riferendoallegoricaméte ala ragione fuperiore:laquale habbi a perfuadere certamentee neceffaria la eloquentra infieme con la fapientia.Ilperche non fanza ragione fi duole »M.Tullio di quegli equali quefte due cofeinfieme congiunte hanno diuifo:& alchunifi fono dati (plamenteala eloquentia: laquale fanza fapientia & do&rina e cofa furiofa & nociua aglihuomini. Etalchuni folamente allafa pientia:laquale per fe puoco puo giouare non potendo perfuadere quello che in tende.Q uefto fuanchorael giu/ dicio de piu excellenti nela noftra religione:equali furono do&i & eloquenti cofiapreffo de greci come de latini Et Auguftino nel libro de religione chriftiana dimoftra quanto la eloquentia fia utile. LAIVTA fi chio nefia con folata.Non farra piccolo aiuto :ma fara abbaftanza alla cla fua fe fia in formaaiutato che chi lama ne refticon folato.IO SON Beatrice che ti faccioandare.Fu Beatrice donna fiorentina & dal poeta noftroamatacome difo/ pra nellafua uita narramo.Ma in quefto luogho puon Beatrice perla theologia comegia habbiamo detto, VE/ GNO dallocho oue tornare difio. Amor mi moffe che mi fa parlare.Optimaméte la néta theologia difciende dicieloe ritorna icielo:pche e {ciétia di cofe diuine & inftinéto celeftee glio checimuouea cercharla:& cò glia fi nalméte ci riduce al cielo AMOR mi moffe che mi fa parlare.Solo amore muoue idio a infondere in noi tale co” gnitione:& folo lamore excita noia uolere imprendere:come piu diftefamente tratteremo nel purgatorio & nel paradifo quando haremo dele hierarchie angeliche & maxime de feraphini.Q _VANDO faro dinazial fignor mio:cioe a dio,DITE mi lodero fouente:cioe fpeffeuolte allui.Se intendiamo dellanimad i Virgilio pofta nelli bo neffunoaltro premio gli potea pmettere Beatrice.Im peroche de beni del corpo o dela fortuna né ha bifogno lanima,Non douea adunque prometterglio finita belleza o forteza:me ancora theforio fignoriat de beni che

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